Governo e Parlamento…nell’azzurro mare di agosto



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Foto dal sito ufficiale del Governo italiano

Governo e Parlamento. Analisi e conseguenze della più strana crisi di Governo

“Mare traditore, che mi fosti amico un tempo e poi mi camminasti sopra il cuore“. Si può riassumere nella frase pronunciata da Gennarino Carunchio (Giancarlo Giannini) nel finale del capolavoro di Lina Wertmüller questo strano epilogo della crisi di Governo.

Perchè, infatti, in poco meno di quindici giorni è stato fatto (e disfatto) di tutto e di più.

Per comprendere al meglio quanto accaduto – e quanto, probabilmente, accadrà – è necessario suddividere le situazioni dei singoli schieramenti.

Lega. I protagonisti principali dell’intera vicenda. Prima sfiduciano il Presidente del Consiglio, poi attendono le sue parole per il da farsi ed infine ritirano la mozione stessa. L’atteggiamento del partito di Salvini è apparso confusionario ed opportunista sin dal principio. Se da un lato la forza dei numeri ha fatto credere al Vice Premier di poter egemonizzare totalmente l’agenda politica, dall’altro l’estremo tatticismo ha portato a scelte scellerate in pochi attimi. L’apertura e la chiusura (a fasi alterne) della crisi non solo ha portato ad una debacle parlamentare ma anche ad un possibile retromarcia elettorale nel futuro prossimo.

M5S. Hanno più volte subito senza replicare in alcun modo. Oggi, però, messi alle strette sono stati costretti a cambiare rotta. In effetti l’atteggiamento del M5S era l’unico possibile (un passo indietro avrebbe certificato solamente la morte) e – finalmente – la presa di posizione nei confronti di Salvini ha portato ad un’assunzione di responsabilità anche su quanto fatto turandosi fin troppo il naso.

Pd. Gli interventi in aula e le aperture – con tanto di paletti – appaiono chiare ma non è detto che si arrivi ad una conclusione positiva. Andare ad elezioni sarebbe l’ennesimo autogoal clamoroso ma le due anime interne stentano a prendere una posizione unitaria. La forza parlamentare di Renzi e quella politica di Zingaretti dovranno obbligatoriamente prendere una decisione precisa, autoimponendosi un self control a 360°.

FI. La posizione più ambigua in assoluto. Da un lato si cerca di isolare Salvini – con il rifiuto di intraprendere nuovi discorsi politici – dall’altro si invocano elezioni. La fase politica difficile di FI ha imposto una doppia chanche ad un’area in caduta verticale. Le future mosse potrebbero essere fondamentali anche per la sopravvivenza partitica.

LeU. Di contorno a quanto indicato anche dal Pd. Potrebbe essere l’ultima occasione per dimostrare qualcosa a livello politico ma si rischia di raccogliere ben poco dalla nuova opportunità di Governo. Al pari di FI – in un contesto chiaramete differente – si gioca il futuro partitico.

In tutto ciò, però, i veri vincitori potrebbero essere altri due fattori.

Questi due elementi, determinanti per i prossimi dieci anni, andrebbero a caratterizzare il Paese nell’immediato futuro.

La legge di bilancio prima e l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, difatti, plasmerebbero ad immagine e somiglianza della nuova maggioranza di Governo lo stivale, risultando i tratti distintivi di una nuova – complicata -stagione politica.

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