Crisi di Governo: cosa ci si aspetta dalle trattative PD-M5S



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Ogni partito lotterà per i propri “principi”. Il nodo principale del Governo sarà il taglio dei parlamentari. Senza, rischia di saltare tutta la trattativa

Ecco, di nuovo il via alle danze. Le trattative tra PD e Movimento 5 Stelle per risolvere la crisi di Governo sono ufficialmente cominciate nuovamente. I principali capigruppo di Camera e Senato, ovvero Graziano Delrio e Andrea Marcucci da una parte, con l’aggiunta di Andrea Orlando, e Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli dall’altra, si sono ufficialmente seduti al tavolo. Le trattative sono in corso d’opera, il tutto andrà quasi sicuramente per le lunghe. Da entrambe le parti, però, c’è la voglia di andare avanti. Non senza, però, un punto fondamentale: il taglio dei parlamentari.

Proprio quest’ultimo è il nodo che rischia di ritardare (se non compromettere) la risoluzione della trattativa. Il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle è imprescindibile, secondo Luigi Di Maio, per portare avanti un dialogo. E proprio il cavallo di battaglia spacca, di fatto, a metà il PD. Da una parte c’è chi nega assolutamente la possibilità, come Zingaretti o Renzi. Dall’altra c’è chi, come Martina, apre di fatto ad un possibile “ragionamento” sul provvedimento “principe” che sta fermando le trattative.

Per quanto mi riguarda sul taglio dei parlamentari si deve fare subito, è l’inizio di un qualsiasi discorso, si deve fare subito. Se non c’è il primo punto non c’è nient’altro. Questi già litigano, li conoscevamo abbastanza, purtroppo.. si chiarissero un po’ le idee.” ha dichiarato Luigi Di Maio.
Sono assolutamente convinto che si possa trovare un accordo sul taglio dei parlamentari, basta ragionare su tutta la questione. Le condizioni per un accordo si possono trovare. Credo che il tentativo di Salvini di riagganciare il M5S sia un modo disperato per correggere la catastrofe leghista. Non riesco a immaginare come i Cinque Stelle possano rivolgersi ancora alla Lega.” ha dichiarato Martina.

Le nebbie ancora non si diradano.

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