ear lloyd

Il saluto del “Grande Gatto”: muore Earl Lloyd

Il 1950 può essere ricordato come l’anno della svolta per il basket a stelle e strisce

[ads1]

Potrebbe interessarti:

Infatti, questa data è caratterizzata da due epocali episodi: la fusione fra la Basketball Association of America (BAA) e la National Basketball League (NBL) e la scelta numero 9 del Draft.

La scelta al Draft risulterà fondamentale, cambiando per sempre la storia della palla a spicchi, comportando l’esordio assoluto di un giocatore afroamericano in NBA: Earl “The Big Cat” Lloyd.

Earl Lloyd muove i primi passi sul parquet fra il 1947 e il 1950 con la maglia del West Virginia Yellow Jackets.

Nella squadra di college riesce a vincere due CIAA Conference e un Tournament Championship, nel 1948 e nel 1949, ricevendo anche il titolo di All-Conference per tre volte.

Il 1950 fu l’anno della consacrazione nel basket che conta; scelto dai Washington Capitols al Draft dello stesso anno diventa, il 31 ottobre, il primo giocatore di colore nel mondo NBA.Earl Lloyd

Con i Capitols gioca solamente sette partite, a causa del fallimento della franchigia, prima di arruolarsi nella marina americana e abbandonare, temporaneamente, il mondo del basket.

L’ala di Alexandria, però, torna alla ribalta nel 1952 quando decide di accasarsi in quel di Syracuse, sponda Nationals.

Nel capoluogo della contea di Onondaga, Earl Lloyd inizia ad avere le prime soddisfazioni affermandosi come una delle migliori ali piccole della lega.

La sua stagione migliore è quella del 1955 dove i suoi numeri toccano i 10.2 punti e 7 rimbalzi a partita.

In quella stagione Syracuse riesce a raggiungere le Finals e addirittura a imporsi sui Fort Wayne Pistons per 4 – 3, rendendo Lloyd il primo giocatore afroamericano a vincere un titolo NBA.

A Syracuse rimane fino al 1958 per poi indossare la canotta dei Detroit Pistons per altre due stagioni prima di appendere le scarpette al chiodo nel 1960.

Difensore arcigno e grande rimbalzista, conclude la sua carriera con 4.682 punti realizzati, piazzandosi al 43° posto nel ranking NBA.

Nonostante il suo ritiro Earl Lloyd rimane legato al mondo NBA prima come vice di Paul Seymour e Terry Dischinger e poi come headcoach dei Detroit Pistons dal 1971 al 1973 (con un record di 22 W e 55 L).

Inserito nella Virginia Sports Hall of Fame, nel 1993 e nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, nel 2003, rimane il simbolo del basket che cambia e che unisce.

Il suo arrivo (con quello di Cooper e Clifton, gli altri due afroamericani scelti al Draft 1950) cambierà per sempre l’immagine di questo sport, legandolo indissolubilmente al multiculturalismo e al rispetto dell’altro.

Si spegne all’età di 86 anni, scolpendo il suo nome nelle menti e nei cuori degli appassionati di questo gioco.

Ciao “Grande Gatto”.

[ads2]

Letture Consigliate