Hillary una donna alla Casa Bianca. Il partito l’ha ufficialmente insignita della nomination per la corsa alla Presidenza, ma il discorso di domani sarà cruciale per comprendere se riuscirà ad arginare l’uragano Trump

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Hillary, una donna alla Casa Bianca, ma il cammino è ancora lungo. Il partito l’ha ufficialmente insignita della nomination per la corsa alla Presidenza (con il raggiungimento dei 2.382 delegati richiesti) , ma sarà il discorso di domani a chiarire se riuscirà ad arginare l’uragano Trump.

Analizzando gli umori in casa democratica, sembra che l’unica forza che possa spingere la Clinton a diventare la prima donna presidente sarà il comune odio verso l’altro candidato, il mostro, il ciclone, l’uomo che potrebbe riportare l’America all’arretratezza di 50 anni fa. Ma sarà davvero questa la ragione, gli americani sceglieranno lei solo perché è il minore dei mali?

L’unione fa la forza, dice un vecchio adagio. E il Partito Democratico americano pare abbia ritrovato questa unione proprio negli ultimi giorni, grazie al candidato sconfitto Bernie Sanders, che ha rinunciato alla conta dei voti nel Vermont, il suo stato, e ha invocato la nomina di Hillary Clinton per acclamazione. Lacrime da parte dei sostenitori di Sanders, che è arrivato davvero vicino alla nomination, ma che si è piegato alle ragioni del partito e ha convinto i suoi a credere nella prima donna alla Casa Bianca della storia americana.

Già consegnato alla storia, invece, l’appassionato discorso di Michelle Obama. Una delle più amate first lady di sempre definito le donne come i pilastri più solidi della società. Arrivare fino alla Casa Bianca, immediatamente dopo aver avuto il primo Presidente nero, sarà un’impresa, ma la Clinton è abituata alle sfide impossibili.

Le americane, del resto, hanno già parteggiato per lei quando dovette subire l’umiliazione del tradimento del marito. In quel duro momento rimase salda al suoruolo di moglie, madre e consigliera dell’esuberante Bill, e sacrificò la sua individualità per un bene più grande. Questo mandò in visibilio gli americani, che perdonarono Bill per aver loro mentito solo perché c’era Hillary, la paladina della famiglia, atavico retaggio di quei padri pellegrini fondatori della Nazione.

Ma poi c’è la Hillary pubblica. E il 30% dell’elettorato che ancora non è convinto. Lei appare come fredda, calcolatrice, distante, cerebrale e rigida, tutto il contrario della Hillary privata, gradevole e umana e simpatica. Ma una differenza di atteggiamento tra pubblico e privato è concessa a tutti.

Stasera è la volta di Obama, che la descriverà come avversaria e stretta collaboratrice, competente, tenace, preparata. Hillary, secondo Obama, è una donna cordiale e sensibile. A dare la spallata finale ci penserà l’amata figlia Chelsea, che ovviamente farà leva sui sentimenti e parlerà di lei come madre e soprattutto come nonna.

Una donna alla Casa Bianca, sogno possibile.

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