Il Barbiere di Siviglia al Teatro Verdi di Salerno: Rossini protagonista nel weekend
Due appuntamenti con il capolavoro di Gioachino Rossini diretto da Daniel Oren
Il Teatro Giuseppe Verdi di Salerno ospita uno dei capolavori più amati del repertorio operistico internazionale. Venerdì 29 maggio e domenica 31 maggio 2026 andrà in scena Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, in un nuovo allestimento prodotto dallo stesso teatro cittadino.
L’opera buffa in due atti sarà proposta in due appuntamenti: venerdì alle ore 21 e domenica alle ore 18, sotto la direzione musicale del maestro Daniel Oren, alla guida dell’Orchestra Filarmonica Giuseppe Verdi di Salerno.
Un nuovo allestimento per il capolavoro di Rossini
La produzione porta la firma del Teatro Verdi di Salerno, con la regia di Riccardo Canessa, le scene e i costumi curati da Alfredo Troisi.
Considerata una delle opere più celebri della storia della musica, Il Barbiere di Siviglia continua a conquistare il pubblico grazie alla brillantezza della partitura rossiniana e all’irresistibile intreccio di comicità, equivoci e colpi di scena.
Il cast
Ad interpretare il Conte di Almaviva sarà il tenore Yaroslav Abaimov, mentre il ruolo di Don Bartolo sarà affidato al celebre baritono Ambrogio Maestri.
Nel ruolo di Rosina salirà sul palco Francesca Di Sauro, mentre Maxim Lisiin vestirà i panni di Figaro, il protagonista che dà il titolo all’opera.
Il Coro del Teatro dell’Opera di Salerno sarà preparato dal maestro Francesco Aliberti.
Un classico senza tempo
Il libretto, scritto da Cesare Sterbini e tratto dalla celebre commedia di Pierre Beaumarchais, racconta le avventure del Conte di Almaviva e del barbiere Figaro nel tentativo di conquistare il cuore della giovane Rosina.
L’opera debuttò il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma e, a oltre due secoli dalla prima rappresentazione, continua a essere una delle opere più eseguite e apprezzate nei teatri di tutto il mondo.
L’appuntamento rappresenta uno dei momenti più attesi della stagione lirica del Teatro Verdi, confermando il ruolo di Salerno come importante punto di riferimento culturale per il Mezzogiorno.
