Il cestello traforato per l’umido domestico



Il professore Giovanni De Feo si batte da anni per la diffusione dell’utilizzo del cestello traforato nella raccolta domestica dell’umido. Quale è la sua funzione e perché si rende importante il suo impiego?

Già nel 2005, anno in cui ho frequentato il corso di “Fenomeni di inquinamento e controllo della qualità ambientale” all’Università degli Studi di Salerno, il professore De Feo ci istruiva sull’importanza dell’utilizzo del “cestello traforato” nella raccolta domestica dell’umido in quanto esso “in abbinamento alla busta in materiale biodegradabile e compostabile o al sacchetto di carta traspirante” comporta una “riduzione del peso e del costo del 20-30%, un azzeramento degli odori ed eliminazione del problema della rottura dei sacchetti.” Dunque in “una famiglia di 4 persone che produce circa 1,6 kg di umido al giorno corrispondenti a circa 590 kg/anno (costo di smaltimento di circa 130 Euro/anno), il 25%, cioè 33 Euro/anno, può essere eliminato con l’uso del cestello traforato che costa circa 2 Euro!”.

Una riduzione del 30% della massa dei rifiuti è resa possibile in quanto la materia organica, se ossigenata, volatilizza perdendo non solo acqua ma anche fermentescibilità ovvero la capacità di produrre metaboliti.

Il cestello traforato favorisce il processo di degradazione del FORSU (“frazione organica dei rifiuti solidi urbani” o “umido” degli scarti di cucina originati sia dall’attività di precottura che da postcottura) attraverso un trattamento aerobico naturale che: non produce odori; non necessita di alcun apporto di energia per l’aerazione né di alcun rivoltamento meccanico.

Il cestello traforato per l’umido domestico
Sacchetto Sumus

Ma oltre il cestello, è altrettanto importante l’utilizzo di un sacchetto che risponda a requisiti di “compostabilità” definiti dalla norma EN 13432. Ne troviamo in commercio tanti, ovviamente le performance saranno diverse se si tratterà di sacchetti Sumus in carta riciclata biodegradabili e certificati compostabili, Mater-Bi o polietilene.  Secondo una sperimentazione effettuata dal “Consorzio Treviso Tre”, “i sacchetti in carta, registrando una maggior permeabilità all’ossigeno e al vapor d’acqua rispetto al Mater-Bi, consentono una maggior perdita di peso del rifiuto dovuta alla capacità della carta di far perdere umidità al rifiuto stesso rendendolo più asciutto, più pulito e riducendone anche i cattivi odori”.

Piccole accortezze e soluzioni alla portata di tutti…che creano vantaggio all’intera comunità!

#begreenZON

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