Ilva, Di Maio non vuole “regalare” l’acciaieria

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L’obiettivo di Luigi Di Maio è quello di affidare l’Ilva in mani sicure. Il titolare dello Sviluppo economico ha invitato oltre 60 soggetti

L’Ilva è ancora un capitolo aperto. Il vicepremier e titolare dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, contrattacca dopo il vertice al ministero con i vertici di ArcelorMittal. Il pentastellato ha incontrato una sessantina di rappresentanti di sigle e associazioni del territorio.

Ci sarà un cambio di metodo. Prima c’era gente che firmava i contratti senza neanche dirlo ai sindacati. Il Governo non ha fretta di assegnare l’Ilva al primo compratore che passa. Ho chiesto dei miglioramenti sugli aspetti ambientali e occupazionali, e per me non sono ancora sufficienti.” ha dichiarato Di Maio.

Il vertice al MISE ha visto la presentazione delle proposte aggiuntive da parte del colosso siderurgico, che si è visto aggiudicare la gara. “Abbiamo parlato soprattutto del piano ambientale.” ha poi riferito Di Maio.

Sul piano occupazionale, Di Maio ha fatto presente: “L’azienda lo vuole discutere direttamente con i sindacati. Noi non l’abbiamo mai impedito. Nelle prossime ore favoriremo l’incontro, credo già domani si vedranno azienda e sindacati. Se emergerà che il Governo precedente ha sbagliato la gara, se ne dovrà prendere le responsabilità. Se ci saranno rilievi e criticità, reati commessi, porterò tutte le carte in Procura.

Nel frattempo, l’ira del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, non si placa. Il primo cittadino ha disertato l’incontro con gli altri sindaci dell’area di crisi e con il presidente di provincia.
Spero che si faccia in fretta e spero che ci sia una prova di chiarezza oggi dal tavolo di Roma. Perché, diversamente, saremo in trincea per tutelare gli interessi della nostra comunità.” ha dichiarato Melucci.

La partita è ancora aperta.