galateo

Quando pensiamo alla parola ‘galateo’ ci vengono in mente tutta una serie di comportamenti, gesti e in generale buone maniere da mettere in campo nelle situazioni conviviali più chic ed eleganti

Il riferimento è a quegli eventi mondani pieni di gente sofisticata in cui è importante sapersi destreggiare, semmai “avvalendosi” del galateo, senza mai risultare ‘cafoni’ o fuori luogo. Tutto questo è vero, ma bisogna fare mente locale sul fatto che il galateo è un concetto ampio che riguarda una molteplicità di occasioni e situazioni. Anche la musica è – da sempre – oggetto delle attenzioni del galateo: sapersi comportare correttamente nell’ambito di un concerto, per esempio di musica classica ma non solo, è infatti molto importante.

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Un modello assoluto di comunicazione non verbale

Comunicare attraverso la tipologia di abbigliamento scelta oppure trasmettere un’impressione ricorrendo a determinati gesti del corpo (applausi, fischi e standing ovation) è una vera e propria arte. L’evoluzione del costume ha comportato dei cambiamenti importanti nel galateo della musica, per cui oggi è possibile distinguere codici di comportamento maggiormente adatti non soltanto alla musica classica ma anche al rock, al blues e al jazz.

Avere una finestra aperta sulla musica e restare sempre al passo con le sue rivoluzioni è importante ed è un presidio di cultura assoluto. Ecco perché risulterà utile consultare portali specializzati come note tra le righe per essere sempre informati.

L’evoluzione del galateo musicale nel corso delle epoche

Diversamente da quanto accadeva all’epoca di Mozart, quando le persone erano abituate a mangiare e conversare durante l’esecuzione dei brani, oggi è importante prestare silenzio e fare in modo che tutti possano ascoltare senza impedimenti la melodia.

Con il tempo gli applausi sporadici e il chiacchiericcio hanno subito un giro di vite importante: la svolta arriva anche grazie all’invenzione del ‘buio in sala’. No anche a cellulari, colpi di tosse e starnuti ‘sguaiati’ (meglio tamponare con un fazzoletto o attendere momenti di particolare rumore in scena).

Infine, sempre in merito al contesto della musica da camera, i ritardatari sono invitati a non prendere posto se lo spettacolo è già iniziato ma ad attendere la prima interruzione utile. Impegnativa la scelta dell’abito per il concerto classico, diversamente dalla tenuta più sportiva ammessa ai live rock e blues o jazz.

Un rito tutto rock? Quello dell’accensione collettiva degli accendini ondeggianti, ancora in voga ma sostituito dalle torce degli smartphone. Generalmente, inoltre, non si resta seduti durante un’esibizione di questo tipo: sì a spallate e a salti ritmati.

Fischi, applausi e standing ovation: quando farli

Per quanto riguarda gli applausi, essi in generale sono ‘attesi’ in determinati punti nevralgici dello spettacolo di musica classica. C’è quello di benvenuto in scena, rivolto sia al direttore d’orchestra che ai musicisti. Poi c’è quello conclusivo, che sottolinea il termine dell’esecuzione.

I fischi rappresentano invece l’opposto, una manifestazione palese di dissenso verso la performance ritenuta scarsa. Con il risultato, spesso, di peggiorare quest’ultima e abbassare ancora il livello della concentrazione. La standing ovation, troppo spesso praticata ‘per abitudine’, dovrebbe essere riservata a performance di particolare eccezionalità.

Diverse invece le libertà che l’audience può prendersi, come accennato, nel contesto di più movimentati live rock, jazz o blues. Spesso anzi i ‘suoni’ che provengono dal pubblico sono molto graditi dagli artisti, che ne traggono forza.

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