Intesa Sanpaolo e le “Restituzioni” della bellezza alle opere

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Intesa Sanpaolo dà il via alle “Restituzioni”, un programma di restauro e valorizzazione del patrimonio artistico del Paese

Intesa Sanpaolo di Torino apre di nuovo i battenti per le “Restituzioni”, un programma di restauro e valorizzazione del patrimonio artistico italiano che dura da trent’anni.

A chiosa di un lavoro dal 2016 ad oggi, sarà inaugurata una mostra, fino al 16 settembre, intitolata “La fragilità della bellezza”, che si terrà alla Reggia Venaria. Saranno esposte 212 opere da 17 regioni, a tutela di altrettanti enti di tutela.

Nuove tecniche di restauro

Questa è un’occasione anche per sottolineare l’avanzamento dei metodi di restauro, che rispettano la fragilità della bellezza delle opere mediante raggi infrarossi, radiografie o ultravioletti, che non le rovinano.

Carlo Bertelli, curatore dell’esposizione, fa l’esempio della scansione in 3D per un dipinto di Vincenzo Foppa, che presentava un’aggiunta risalente all’800 e che, apparentemente, non poteva essere rimossa.

Restauro come critica e rilettura

Il restauro può diventare un’occasione per riesaminare in maniera critica le opere, come nel caso della Madonna col bambino di Jacopo Bellini, in quanto il rinnovo ha permesso di mettere in luce delle caratteristiche prima offuscate.

Le opere

Si spazia da arazzi, sculture e quadri nell’arco di 40 secoli, tra cui Giorgio Morandi, Cy Twombly ed i reperti del Museo Egizio di Torino.  Per poi passare a Tiziano, alla Pinacoteca di Brera o al Palazzo Reale di Genova. In arrivo invece il capolavoro, ancora in fase di restauro, di Giovanni Bellini “La trasfigurazione di Cristo”, proveniente dal Museo di Capodimonte.