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E’ stato dato il via all’avanzata delle forze governative ed irachene a Baghdad per liberare Mosul. L’operazione impegnerà 30 mila uomini per diverse settimane

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È iniziata l’operazione Mosul, la ripresa della città roccaforte dell’IS dal 2014, nonché grande centro strategico dell’Iraq. La riconquista della città è stata annunciata dal premier iracheno Haider al-Abadi alla tv di Stato: “Il tempo della vittoria è arrivato e le operazioni per liberare Mosul sono cominciate”, e rivolgendosi agli abitanti della regione afferma:Proclamo l’avvio dell’assalto vittorioso per liberarvi dalla violenza e dal terrorismo di Daesh”.

Al fianco delle forze locali ci sono le unità alleate, dai caccia a quelle scelte, a guida statunitense. Il Segretario alla Difesa Ashton Carter afferma:«Siamo pronti a sostenere l’Iraq in questo decisivo momento», definendo l’offensiva «decisiva per sconfiggere l’Isis». Secondo il generale Stephen Townsend, comandante delle forze congiunte americane impegnate in Iraq contro lo Stato islamico «Saranno necessarie probabilmente settimane, e forse anche di più».

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LE MOSSE DEI MILIZIANI DELL’IS E L’ALLERTA DELL’ONU

Secondo quanto riferisce l’emittente Sky Arabia, pare che le operazioni delle forze irachene abbiano messo in fuga decine di miliziani dello Stato Islamico, pare infatti che l’esercito iracheno sarebbe già riuscito ad abbattere la prima linea difensiva posta al di fuori della città, avanzando dalla zona di Baashiqa, costringendoli a riparare in Siria.

Fonti militari riferiscono particolari circa la natura di quella che si può definire una prima vittoria delle forze irachene: “Gli elementi di Daesh hanno iniziato a radersi la barba e togliersi le divise afgane”, ed aggiungono notizie circa la fine del controllo della diga della roccaforte irachena, struttura attualmente presidiata da un contingente italiano.

Nonostante le prime operazioni di quella che si prospetta essere una complessa battaglia sembrino essere favorevoli per le forze irachene ed alleate, l’allerta umanitaria è ancora molto alta nella zona. Secondo il Guardian, i miliziani dell’IS stanno impedendo la fuga degli abitanti, presidiando ed incendiando le loro abitazioni. Inoltre si sono distribuiti nei centri abitanti, per ostacolare i raid aerei, tentando di usare i civili come scudi umani, una mossa già sperimentata a Manbji, Falluja e Sirte.

L’ONU e le altre agenzie umanitarie alzano l’allerta, preoccupandosi «per la sorte di un milione e mezzo di civili» a Mosul. «Tutte queste persone rischiano di perdere la loro casa, nello scenario peggiore», ha dichiarato Stepehen O’Brian, segretario del Palazzo di Vetro per le questioni umanitarie.

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