L’ItalBasket e il “progetto Messina” mai nato



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L’ItalBasket e Messina prossimi alla separazione dopo soli sei mesi. La mancata qualificazione e l’impegno con gli Spurs fra le cause. Sacripanti, favorito, e Trincheri pronti per la ricostruzione

Una delle caratteristiche maggiori nello sport, tanto in quelli di squadra quanto in quelli individuali, è la cosiddetta “lucidità dell’ultimo secondo”.

Uno scatto negli ultimi metrei, una “bordata” al 90° o un muro ben piazzato al tie-brek, pur non essendo sempre decisivi, mostrano quanto la concentrazione e la capacità di emergere nei momenti difficili sia fondamentale.

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Anche nel basket concentrazione e lucidità risultano decisive ma spesso non sono necessarie per tante “big” della palla a spicchi.

Ciò è riscontrabile, ahinoi, nella disfatta dell’ItalBasket al torneo pre-olimpico di Torino che non solo ha messo in evidenza tutte le carenze di una squadra alla continua ricerca di un’identità ma ha anche sfatato il “mito” che questa sia la nazionale migliore degli ultimi dieci anni.

La mancata qualificazione alle Olimpiadi (terzo appuntamento perso per l’ItalBasket nelle ultime tre edizioni), però, rischia di avere degli effetti ancor più devastanti che riguardano direttamente l’intera organizzazione della “squadra del futuro”.

Infatti, anche a causa dell’obiettivo sfumato, è quasi certa la sostituzione del coach Ettore Messina.

Presentato in pompa magna nel gennaio 2016 come “colui che avrebbe risollevato le sorti del basket nostrano”, l’avventura del assistente di Greg Popovich sembra ormai giunta al termine.

Le motivazioni, dalla richiesta degli Spurs di rimanere in Texas all’impossibilità di svolgere da “vicino” il ruolo, mostrano però anche un altro elemento: il progetto Messina in realtà non è mai nato.

Questa breve parentesi azzurra tende a far emergere ben due elementi.

Il primo è dato dal “disperato” tentativo della Federazione di attirare in qualche modo i riflettori sull’ItalBasket in un periodo in cui il calcio la fa da padrone.

La presenza delle stelle NBA, infatti, è risultata insufficiente e, in maniera obbligatoria, si è dovuto affiancare a queste un condottiero “vincente” e dal forte “appeal” mediatico (con scarsi risultati).

Il seondo elemento, invece, riflette l’inesistente considerazione dei mezzi di comunicazione nazionali alla vetrina cestistica.

In questa “tragicomica” situazione, il rischio era di rimanere completamente scoperti nelle sponsorizzazioni e quindi si è deciso, anche in questo caso, di puntare su una figura dal “forte richiamo pubblicitario” ma deficitaria dal punto di vista dalla creazione di un gruppo (data la sua lunga permanenza negli States e l’approdo a fine luglio in Italia).

Fra i nomi che circolano per la sostituzione di Messina, ce ne sono due che potrebbero realmente far rialzare l’ItalBasket, data l’esperienza e la lungimiranza verso i nuovi prospetti, e sono quelli di Stefano Sacripanti e Andrea Trincheri.

Con il primo in leggero vantaggio sul secondo, data la lunga esperienza nell’under 20, ci si avvia gradualmente ad un nuovo corso per la nazionale, sperando di rivivere i vecchi fasti di una volta e poter gridare ancora FORZA AZZURRI!

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