Truffa ai danni dei terremotati, Fiamme Gialle in azione

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Italiani popolo di santi navigatori e truffatori. La Guardia di Finanza di Rieti ha smascherato una truffa perpetrata da una fantomatica associazione Onlus a danno dei terremotati di Amatrice

Italiani popolo di santi navigatori e truffatori. Che l’umanità fosse attraversata da un’ondata di crudeltà e di indifferenza è cosa risaputa, che gli italiani fossero dei furbetti inclini al concetto di minimo sforzo=massimo risultato non è una novità. Ma che poi si arrivasse a calpestare anche la dignità della morte no, questo non lo sapevamo.

Dopo il terremoto del 24 agosto la gara di solidarietà per aiutare le popolazioni vittime della tragedia è stata tra le più sentite. Infatti, numerose sono state le dimostrazioni di vicinanza con l’invio di beni di prima necessità che la solidarietà ha dovuto fermarne l’affluenza.

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La solidarietà degli Italiani nei confronti delle popolazioni terremotate

Una fantomatica associazione onlus aveva messo in vendita online alcune magliette che, secondo quanto dicevano,vsarebbero servite per raccogliere fondi a favore di Amatrice e degli altri comuni colpiti.

Non magliette qualsiasi, ma magliette “artistiche” quelle proposte in vendita. Si trattava infatti di una t-shirt bianca che sul davanti avrebbe recato un disegno, realizzato interamente a mano raffigurante il centro storico di Amatrice. Il logo sulle spalle della maglietta avrebbe richiamato, invece, le onde del sisma con addirittura le vette dei Monti Cima Lepri, Pizzo di Moscio, Pizzo di Sevo e Gorzano, e finanche il campanile di Amatrice, con l’orologio fermo all’ora del sisma. Il tutto veniva spiegato dettagliatamente sul sito della onlus, dove veniva poi specificato che “il ricavato della vendita sarà devoluto direttamente sul c/c del Comune di Amatrice come da richiesta intercorsa via mail”. Venti euro, più spese di spedizione, il costo delle magliette.

Tutto questo era apparso sospetto al nucleo operativo di Rieti della Guardia di Finanza, che aveva sentito il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, che aveva prontamente smentito dichiarando che nessuna richiesta era pervenuta al Comune, e che di conseguenza nessuna autorizzazione per lo sfruttamento commerciale dell’immagine e della denominazione del Comune di Amatrice era stata data in tal senso. Da qui le indagini e la querela contro ignoti da parte del sindaco, finalizzata alla ricerca degli autori della truffa. Italiani brava gente!