Ivrea, la città industriale del XX Secolo, è Patrimonio Unesco



Ivrea

La città Industriale del XX Secolo, Ivrea, è il cinquantaquattresimo sito italiano entrato nel Patrimonio Unesco. “Bocciate” le colline venete del prosecco Docg

Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Alberto Bonisoli ha espresso viva soddisfazione per l’entrata di Ivrea, Città Industriale del XX secolo nel Patrimonio Unesco.

Un riconoscimento questo, arrivato un anno e mezzo dopo la presentazione della prima candidatura e che è stato conferito alla città alla quale è legato l’estro imprenditoriale di Adriano Olivetti nel corso del 42° Comitato del Patrimonio Mondiale, di scena a Manama in Bahrein dal 24 Giugno al 4 Luglio.

Ivrea è, nelle dichiarazioni del Ministro Bonisoli, esempio di una cultura umanistica del lavoro che vede nel benessere sociale, economico e culturale dei lavoratori un requisito imprescindibile alla produttività. Non potrebbe spiegarsi altrimenti l’escalation che ha portato la città industriale ad essere antesignana nella produzione di alcuni oggetti che hanno migliorato, tra gli anni ’30 e ’60 del secolo scorso,la vita quotidiana degli italiani: dalle macchine da scrivere fino ai primi computer.

Prosecco Docg: brindisi rimandato al 2019

Iscrizione al registro Unesco solo rimandata invece per le Colline del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano: al momento del voto, sui 21 aventi diritto, solo 9 si sono espressi a favore della candidatura; un numero ben lontano dai 14 voti favorevoli richiesto.

La discussione subisce così un piccolo rimando di 365 giorni che serviranno ad apportare le correzioni richieste dall’Unesco al documento della candidatura, oltre che a dimostrare le qualità e la pregnanza identitaria del prodotto e delle sue Colline. L’Area del Prosecco Docg aspetta il 2019 per brindare, quando il Comitato avrà sede a Baku.

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