J-Ax Mr Rain Via di qua
Immagine tratta dal profilo ufficiale di J-Ax

Il rapper milanese, J-Ax, racconta sui social la sua esperienza con il Covid. I dolori, la paura e la preoccupazione per il figlio

J-Ax, alias Alessandro Aleotti, spiazza il web pubblicando un video in cui racconta i avere avuto il Covid. Un video a metà tra il racconto della paura e del senso di vuoto che lascia la positività e una denuncia alla classe politica per la gestione della situazione. Ho avuto il Covid, non ne ho voluto parlare prima per rispetto“- ha esordito il rapper milanese- “ci sono mezzo milioni di positivi e migliaia di italiani sono ricoverati. Io sono un privilegiato, la mia voce poteva soffocare quella di italiani realmente in difficoltà“.

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Il racconto della malattia, i sintomi e la paura per il figlio

È stato uno dei periodi della mia vita. Il più brutto“- ha raccontatato con la voce tremante. “Io ho dovuto prendere quattro farmaci diversi per cercare di calmarlo e non funzionavano ed ero comunque steso a letto, impossibilitato a muovermi. Lo stomaco ti si piega in due, le ossa non finiscono di farti male, questo e altro che evito di raccontarvi, tutto nello stesso momento e soprattutto l’ansia di non sapere cosa accadrà, se sarà solo questo o peggiorerà“.

Oltre il dolore fisico però c’è quello emotivo, J-Ax infatti è padre di un bambino di 4 anni e nel video pubblicato in rete ha raccontato anche le paure che un genitore può avere verso un figlio in questo periodo. “E la paura, come è successo a me e a mia moglie, di poter lasciare nostro figlio orfano. È successo a persone molto più giovani di noi. È la rabbia di sentirsi abbandonati dal tuo stato, perché di amici che ti vogliono portare la spesa a casa ne trovi quanti ne vuoi, mentre nessuno ha trovato il modo di sostituire chi ci amministra, perché io ho vissuto questa situazione da privilegiato ma uno dei miei pensieri fissi durante tutti questi giorni chiuso in casa è stato: come può una famiglia con tre figli, che vive in un bilocale, uscirne?

“Io nella mia casa non sapevo cosa rispondere quando mio figlio mi chiedeva perché non poteva vedere la nonna, gli amici andare a scuola. Ho visto la sua salute mentale deteriorarsi velocemente e io ho dovuto trattenermi dal piangere, perché non volevo che vedesse  che per la prima volta il papà non poteva aiutarlo. E questo è un aspetto di cui nessuno parla, l’effetto psicologico che questo virus ha su di noi, soprattutto sui nostri figli e i più piccoli.

La denuncia politica di J-Ax

“Sale la rabbia pensando all’incapacità nel gestire un’emergenza pubblica, ok, nessuno poteva immaginare e prepararsi a qualcosa di simile, ma è passato un anno, non si tratta più di un colossale imprevisto, ma di gestire il concreto presente. È una questione esclusivamente politica ed è quindi un fallimento politico che gli italiani non siano stati vaccinati in massa e che non sappiamo nemmeno quando questo avverrà con certezza. Ci siamo negli anni indebitati per gigantesche opere inutili, alcune delle quali neanche mai partite. Quando si è trattato dei vaccini la politica si è messa a trattare, perché? Perché non ci potevate mangiare? (…) Di chi è la colpa? Non c’è più tempo per sbagliare, solo agire.

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