Johnson&Johnson, coronavirus

Il vaccino Johnson & Johnson si inietta in una sola dose e per la conservazione necessita di una temperatura minore rispetto agli altri farmaci in commercio

I primi risultati parlano di un’efficacia del 66% nel prevenire forme severe e moderate e di un 85% per i soli casi gravi. Resta ancora da chiarire quanto possa funzionare contro le varianti. E’ stata proprio la multinazionale americana Johnson & Johnson, tramite la filiale Janssen, a rendere noti i primi dati della sperimentazione di fase 3.

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L’efficacia sarebbe del 72% negli Stati Uniti, del 66% nel trial mondiale su tre continenti e più varianti e del 57% in Sudafrica, dove sta circolando una variante più contagiosa del coronavirus. Anche se un po’ in ritardo sui tempi rispetto agli altri vaccini già in commercio, il vaccino Janssen / Johnson & Johnson ha alcuni vantaggi che ne semplificherebbero la conservazione e la distribuzione. Innanzitutto si inietta in una sola dose che basterebbe ad attivare una risposta immunitaria efficace e poi può essere conservato a temperature da frigorifero (2-8°C) per tre mesi senza che si verifichino alterazioni.

L’azienda intende presentare domanda negli Stati Uniti per un utilizzo del vaccino agli inizi di febbraio e sarà pronta a distribuire immediatamente le fiale non appena riceverà l’autorizzazione. Se tutto andasse per il verso giusto, l’Unione Europea inizierebbe a ricevere da aprile in poi le 400 milioni di dosi prenotate (200 milioni nel caso di vaccino mono-dose), di cui quasi 54 milioni per l’Italia in tutto l’anno (27 milioni con il mono-dose).

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