Le Iene Max il pescatore

Matteo Viviani de Le Iene torna da Max il Pescatore. L’uomo, uno dei primi casi di Parkinson giovanile in Italia, ci dà una grande lezione

Il primo incontro de Le Iene con Max il pescatore, uno dei primi casi in Italia di Parkinson giovanile, risale a quattro anni fa. Il pescatore positivo e ostinato, nonostante la sofferenza che la vita gli ha riservato, ha trovato le sue medicine nella sua barchetta, con cui solcare l’incanto del lago di Como, e nella sua pescheria.

Le Iene: Max e la vita dopo l’intervento

Dopo il primo incontro, Max si è sottoposto ad un intervento delicatissimo che avrebbe potuto cambiargli la vita. Il risultato è stato impressionante: mani finalmente ferme, dopo anni di tremori, ed espressione distesa. A distanza di un anno, però, in lui qualcosa era cambiato: la vita lo aveva messo nuovamente alla prova. Dopo l’intervento, infatti, aveva avuto una infezione a tutti e due gli elettrodi. Si tratta di una situazione rara che capita ad un paziente su 35mila. “Non riuscivo a fare un passo”, confidava Max a Matteo Viviani. Con la stessa tristezza, il pescatore aggiungeva di aver mollato la pescheria e la barca e di aver perso il rapporto con sua moglie. “Non ha più voglia di lottare. Pensavo di essere invincibile, invece sono un coglione come tanti“, scandiva sconfortato. Tutto questo accadeva due anni fa: Max era caduto in depressione.

Max e la vita dopo il lockdown di marzo

Dopo il lockdown di marzo, Matteo Riviani è tornato ad abbracciare il suo amico.  La determinazione del pescatore è tornata, anche se la malattia non accenna ad attenuarsi, né il tremore: il macchinario che ha impiantato nel cervello ha le batterie quasi scariche che non ha potuto sostituire per via dell’emergenza sanitaria da Covid. Dopo aver imbastito una bella cenetta in riva al lago, Max ci regala un grande insegnamento: “Chi si ferma è perduto. La vita è un continuo cambiamento. Guarda me: sono arrivato sull’orlo di un precipizio. La vita è una continua lotta“.