Le Iene, i nuovi “baby” boss di Scampia



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Una nuova inchiesta della Iena Giulio Golia ci porta a Scampia, periferia di Napoli e principale centro del narcotraffico europeo, dove negli ultimi anni ragazzini poco più che ventenni hanno preso il controllo del territorio: sono i nuovi boss di Napoli

Per dimostrare che uno è maturato e non ha paura di niente si deve far rispettare sul territorio. […] Quello che mi dà la vita, quello mi prendo. Per ora mi ha dato la pistola e ho fatto le rapine.

Queste agghiaccianti parole sono state pronunciate da ragazzini che fanno parte di una “paranza”, cioè una baby gang, i nuovi boss di Napoli: gruppi di ragazzi minorenni che corrono sui motorini sparando in aria, per terrorizzare il quartiere. A Napoli ormai è diventata la regola.

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Scampia, centro europeo dello spaccio di droga

La iena Giulio Golia ha realizzato una nuova inchiesta sulle degradate periferie della città partenopea, vessate e tormentate dalle lotte continue tra i vari clan della criminalità organizzata, che si fanno la guerra per il controllo del territorio. Quartieri interi e piazze blindate e presiedute dall’esercito, come una vera e propria zona di guerra: sono mesi, infatti, che a Napoli è guerra, una nuova guerra di camorra; e i protagonisti di questa sanguinosa lotta per il potere e il controllo dei centri dello spaccio sono ragazzi di 15, 16, 17 anni, i nuovi “baby” boss di Scampia, che si contendono le piazze per lo spaccio di droga.

Quando cala la sera per le periferie di Napoli si assiste ad un autentico coprifuoco: la gente ha paura e non esce più di casa. A Scampia la situazione non è affatto normale, sembra un posto fuori dal mondo, un luogo “extra-terrestre”, dove le persone hanno persino paura di andare a fare la spesa al mercato. E lo Stato, di fronte ad una simile vicenda, sembra impotente, non reagisce con le dovute precauzioni. Le periferie di Napoli diventano così terra di nessuno e abbandonate dallo Stato, dove regna la paura e la completa mancanza di regole.

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I nuovi “baby” boss di Napoli

Sì, perchè è proprio la mancanza di regole a spaventare di più: questi piccoli boss di quartiere vivono allo sbaraglio, non si pongono dei limiti, fanno ciò che vogliono senza preoccuparsi delle conseguenze, perchè non hanno niente da perdere!

I boss storici in buona parte oggi sono in galera, lasciando spazio ai giovanissimi. Arrivano con queste pistole e sparano. Prima i boss mantenevano l’ordine sul territorio, per cui c’era un minimo di controllo; adesso, spariti questi boss che sono in prigione, non c’è più nessun ordine e questi ragazzi fanno quello che vogliono. Questo è il problema centrale.

A parlare è un prete di frontiera che da anni vive nel cuore del Rione Sanità, padre Zanotelli: col tempo si è passati infatti da un eccesso ad un altro. Coloro che hanno distrutto e rovinato la Campania e Napoli, cioè i vecchi boss che ora sono in galera, hanno “involontariamente” prodotto un “cancro” ancora più aggressivo e violento.

[…] Il Sud Italia è al 70% della disoccupazione giovanile e un ragazzino che spaccia droga si becca un 400/500 € alla settimana, non essendoci lavoro è chiaro che si infila là dentro.

Per vedere il servizio di Giulio Golia clicca qui

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