Lega, tra crisi e giravolta agostana



Salvini Gregoretti
Screenshot da video YT canale ufficiale Matteo Salvini

Lega e crisi di governo. Come Salvini&co. si sono giocati il tutto e per tutto in questo mese

E’ stata l’artefice della crisi di governo di questi giorni. Ed è stata l’assoluta protagonista della bagarre politica dell’ultima settimana. La Lega di Salvini, ancora una volta, si è resa protagonista dell’ennesimo balletto della politica italiana. Infatti, dopo aver fatto e disfatto i giochi dall’inizio del mese, il fu partito padano è riuscito a compiere il più grande autogoal della storia. Ma andiamo per ordine.

La strategia politica portata avanti dalla Lega è da sempre stata chiara – e i fatti lo dimostrano – ma l’epilogo non è stato proprio quello sperato dai verdi. I segnali di uno strappo improvviso erano visibili sin dallo scorso dicembre – con i continui rilanci e le imposizioni fatte ai colleghi M5S – e la celerità con cui sono stati approvati alcuni provvedimenti lo dimostra. L’occasione propizia per bloccare l’esperienza di governo si è presentata subito dopo le elezioni Europee. Salvini&co., però, nella speranza di non apparire come i colpevoli di turno hanno fatto di tutto pur di mettere in difficoltà i pentastellati.

La mozione di sfiducia è stata solo la punta dell’iceberg.

Pensando di capitalizzare al massimo il consenso appena ottenuto, la Lega si è giocata l’ultima carta.  In questo modo – nella convinzione di prendere l’intero piatto – il partito non ha fatto i conti con gli imprevisti del caso. , quindi, ha cercato in tutti i modi di tornare sui propri passi – rilanciando e offrendo poltrone a destra e a manca – con la consapevolezza di aver fatto saltare il tavolo. In questa situazione più che surreale, inoltre, il partito non ha considerato neanche le conseguenze elettorali.

L’andirivieni estivo non solo è costato a Salvini in termini di leadership ma ha anche ridimensionato i numeri dell’organizzazione. Con un 31% stimato, difatti, da un lato si è segnata la strada da oggi ad un anno – con tendenza a calare ancora – e dall’altro si sono livellati, nuovamente, i rapporti di forza a livello partitico e di coalizione.

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