Mad for Madonna, quando una passione diventa film



Madonna

ZON.it ha intervistato Matteo Maccarinelli, ideatore e regista del documentario Mad for Madonna, candidato ai World Music & Independent Film Festival 2016

Una ragazza lesbica che ha trovato il coraggio di fare coming out, una signora sessantenne guarita da una grave malattia, un ragazzo diventato celebre per un video postato su Vimeo; queste, e tante altre persone provenienti da ogni parte del globo, ognuna con una diversa ed emozionante storia di vita, sono accomunati da una passione, un’ossessione, una fede. Parliamo di Madonna, artista italoamericana nota in tutto il mondo, con una carriera attiva dall’inizio degli anni ’80 e milioni di dischi venduti. La Regina del Pop, così chiamata dalla stragrande maggioranza dei critici musicali e dai suoi fan affezionati, è il punto che collega ogni persona intervistata nel documentario Mad for Madonna (qui il trailer), nato dall’idea e diretto da Matteo Maccarinelli, giovane ragazzo residente nella Svizzera italiana.

Il regista, anch’esso grande fan di Madonna, ha sapientemente descritto originali racconti di vita, narrati da chi li ha vissuti in prima persona e confluiti in un lungometraggio di circa un’ora e venti. Il film è stato anche candidato all’edizione 2016 dei WMIFF (World Music & Independent Film Festival) come Miglior Documentario e Miglior Regista.

L’anteprima dell’interessante documentario è attualmente proiettata all’interno della sesta edizione della kermesse ROCK! al PAN di Napoli, ed è parte integrante della mostra Iconic, un’esposizione totalmente dedicata a Madonna.

Segue l’intervista di Zon.it a Matteo Maccarinelli.

Zon: Qual è l’idea alla base del documentario?
Matteo Maccarinelli: L’idea mi è venuta nel 2012, durante il tour di Madonna “MDNA World Tour”. Quell’anno ho deciso di vedere più di un concerto; ne ho visti 7, ho girato mezza Europa e durante quell’esperienza ho conosciuto un sacco di fan con delle storie interessantissime. E visto che da qualche anno avevo l’idea di realizzare un progetto tutto mio, ho pensato di partire da queste storie. Ho creato un blog, tuttora online, in cui i fan potevano parlare delle loro esperienze legate a Madonna. Dopo circa sei mesi, ho letto tutte le storie e ho selezionato quelle più interessanti.
Z: Puoi accennare qualcosa sulle storie dei protagonisti?
MM: La maggior parte delle persone che ho intervistato vedono Madonna come una guida; c’è una ragazza lesbica che ha trovato il coraggio di fare coming out pensando di avere Madonna accanto a sè nel momento in cui lo faceva; c’è una signora sessantenne dell’Oregon che ha avuto una vita molto travagliata, e sostiene di essere in contatto astrale con Madonna. La donna è stata anche a New Orleans, durante l’uragano Katrina, e l’ascolto dell’album Confessions on a Dancefloor di Madonna l’ha aiutata a superare quel momento. Infine, c’è un ragazzo, noto come “Vogue Boy”, che ha pubblicato un video su Vimeo mentre ballava Vogue davanti al blue screen, girato quando aveva 9 anni, e racconta la sua storia.
Z: Quanto sono durate le riprese del film?
MM: Ho lavorato a questo documentario nel mio tempo libero, andavo in giro nei weekend a fare le interviste e ho impiegato circa 2 anni a finalizzare il progetto.
Z: Ti reputi “Mad for Madonna”? Qual è il tuo rapporto con l’icona?
MM: Sono sicuramente Mad for Madonna; la mia macchina è piena dei suoi album, ogni volta che va in tour la vedo più volte. Anche per me è una sorta di guida; nella mia vita, anche in quella creativa ogni volta che faccio qualcosa penso “Madonna cosa farebbe?”
Z: Quando uscirà ufficialmente il film?
MM: Non c’è ancora una data ufficiale, ma lo proietterano al World Music Independent Film Festival di Washington, che si terrà le ultime due settimane di agosto. La mia intenzione è di iscriverlo ad altri festival, e poi di metterlo in Blu-Ray e DVD. Ci ho messo tanto a farlo uscire, anche per il tempo impiegato a ricevere i permessi per le canzoni selezionate nel film. (Da parte di Madonna un mese, da parte dei co-autori un anno).
Z: Com’è nata l’idea di proiettare un’anteprima del film all’interno della mostra Iconic?
MM: Mi hanno contattato gli organizzatori della mostra, dopo la pubblicazione del trailer su Youtube. Mi hanno chiesto prima se volessi proiettare tutto il documentario, e poi abbiamo deciso di proiettare solo l’anteprima per incuriosire di più la gente.
Z: Quanto dura l’anteprima?
MM: Sono cinque pillole per un totale di mezz’ora.
Z: Consideri Napoli una città iconica? (NB: La domanda è stata posta ad ogni soggetto intervistato durante l’inaugurazione della mostra ROCK)
MM: Sono stato a Napoli per la prima volta, ma per me era già una città iconica prima di arrivare; penso al vulcano, al sole, al mare, alla pizza, a Sophia Loren. Napoli è una delle città italiane più iconiche.
Z: Hai qualche progetto per il futuro? Altri documentari in via di realizzazione?
MM: Prima di tutto, una bella vacanza! Comunque, sì, ho un po’ di progetti nel cassetto, ma farò passare un anno prima di realizzarli concretamente.

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