Maltempo senza tregua: nel weekend di San Valentino arriva un ciclone sull’Italia
Piogge e temporali su molte regioni, vento forte e mareggiate; neve in calo sulle Alpi e quota variabile in Appennino. La tendenza indica nuova instabilità anche nella terza settimana di febbraio.
L’Italia resta in una lunga fase instabile e, secondo l’analisi diffusa da 3bmeteo, non si intravede un vero cambio di passo nei prossimi giorni. Dopo l’ennesimo passaggio perturbato tra oggi e giovedì, nel weekend degli innamorati è atteso un vortice depressionario più organizzato, soprannominato “ciclone di San Valentino”, con effetti che potrebbero farsi sentire su molte aree della Penisola.
Il meteorologo Manuel Mazzoleni (3bmeteo) parla di un contesto dominato dall’assenza dell’anticiclone sul Mediterraneo: una configurazione che lascia spazio a nuovi impulsi atlantici e, a seguire, ad altre perturbazioni potenzialmente in grado di rinnovare il maltempo anche nella prossima settimana.
Tra oggi e giovedì: prima perturbazione in transito
La perturbazione arrivata nella notte tende a mantenere condizioni di tempo instabile su gran parte dello Stivale, con fenomeni più insistenti su diversi settori, in particolare lungo il versante tirrenico e soprattutto al Sud.
Giovedì, secondo la stessa analisi, il fronte dovrebbe scorrere gradualmente verso Levante, con rovesci e temporali ancora diffusi al Centro-Sud ma con segnali di miglioramento progressivo. Nel frattempo, sulle Alpi la neve continuerebbe a cadere mediamente oltre 1000–1500 metri, con attenuazione dei fenomeni entro sera.
Weekend di San Valentino: possibile “ciclone” tra temporali, neve e venti forti
La fase più dinamica è attesa tra venerdì e domenica. Un nuovo impulso, inserito nel flusso atlantico e accompagnato da aria più fredda dal Nord Europa, potrebbe favorire la formazione di un minimo depressionario sul bacino provenzale destinato poi ad attraversare l’Italia nel fine settimana.
Entro venerdì sera il tempo potrebbe peggiorare nuovamente soprattutto al Centro-Nord. Sabato il maltempo sarebbe in estensione anche al Sud, con rovesci e temporali a tratti intensi sui settori tirrenici. Domenica i fenomeni tenderebbero a concentrarsi maggiormente tra Romagna, versanti adriatici e basso Tirreno, con tendenza a un miglioramento graduale.
Vento, mari agitati e mareggiate: le zone più esposte
In contemporanea, è prevista una ventilazione sostenuta a rotazione ciclonica: prima con correnti di Scirocco e Libeccio, poi con ingressi tra Grecale e Maestrale. Le raffiche più intense potrebbero interessare Isole Maggiori e tratti di Tirreno, Ionio e basso Adriatico, con mari molto mossi o agitati e mareggiate estese.
Tra gli effetti più rilevanti, viene segnalata una possibile fase di onde significative sulla Sardegna occidentale e condizioni critiche anche su alcuni litorali della Sicilia e, localmente, lungo le coste tirreniche.
Neve: quota in calo sulle Alpi, variabile in Appennino
Non solo piogge e vento. Con l’ingresso di aria più fredda, la quota neve potrebbe scendere sulle Alpi fino a circa 800–1200 metri (localmente più in basso su alcuni settori altoatesini). Sull’Appennino la neve oscillerebbe attorno ai 900–1100 metri sui settori settentrionali, mentre potrebbe attestarsi più in alto sulle aree centrali (fino a circa 1500 metri).
Prossima settimana: tendenza ancora instabile (con prudenza)
Guardando oltre il weekend, la proiezione resta da confermare ma indica una possibile prosecuzione dell’instabilità anche nella terza settimana di febbraio. Il vortice di San Valentino potrebbe allontanarsi entro lunedì dopo gli ultimi fenomeni, ma alle sue spalle sarebbe già pronto un nuovo “treno” di fronti in arrivo.
Tra gli scenari citati: un nuovo peggioramento da metà settimana soprattutto al Nord e lungo le tirreniche centro-settentrionali, con il rischio di ulteriori fasi piovose e nevicate abbondanti sulle Alpi, in particolare sui settori centro-occidentali.
Indicazioni utili
In caso di vento forte e mareggiate, attenzione agli spostamenti e alle aree costiere esposte. Per eventuali allerte e aggiornamenti locali è consigliabile consultare i bollettini ufficiali e le comunicazioni della Protezione Civile.
