Manovra, Tria sempre più in minoranza nell’esecutivo

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Il vertice di governo a cui Giovanni Tria non era invitato rinsalda le voci di una rottura tra il Ministro e il resto dell’esecutivo

Giovanni Tria ha spesso avuto attriti interni nell’esecutivo. Il Ministro dell’Economia, infatti, ha più volte invitato al buon senso e a non cercare lo scontro con l’UE in materia di deficit. Tuttavia, Tria è rimasto spesso inascoltato, finendo a rappresentare una sorta di minoranza interna nel governo. I rapporti sono tesi già da tempo, e secondo alcune indiscrezioni lo stesso Ministro avrebbe confessato ad alcuni collaboratori di non poterne più.

Oggi, per giunta Giovanni Tria non ha partecipato al vertice del Consiglio dei Ministri, nonostante fosse presente sul posto già da diverse ore per alcuni incontri. Matteo Salvini e Luigi Di Maio non hanno dato mostra di esserne dispiaciuti, e persino il premier Giuseppe Conte ha ribattuto con tranquillità ai giornalisti che chiedevano spiegazioni: «Di lui non c’era bisogno», fa sapere. Luigi Di Maio rincara la dose: «Tria assente? Si parlava di emendamenti». Ma ovviamente, che il Ministro dell’Economia non sia presente a un vertice sulla manovra economica non può giustificarsi solo sulla base del fatto che di discuteva solo di emendamenti.

Le frizioni interne all’esecutivo sono evidenti, e già martedì potrebbe arrivare uno strappo: quando il premier Conte sarà a Bruxelles per incontrare il presidente della Commissione,  Juncker, per Tria potrebbe arrivare il momento dell’addio. Sarebbe un gesto clamoroso, e la fase delicata vissuta dal governo lo rende improbabile. Ma la tentazione di trovare un capro espiatorio è forte, e sia Salvini che Di Maio potrebbero voler dare a lui la colpa di ciò che sta avvenendo.