Manuel Agnelli e il graffio rock alla “Argento vivo” di Silvestri

Manuel Agnelli
via Sanremo Twitter

Manuel Agnelli ieri sera è salito sul palco dell’Ariston in duetto con Daniele Silvestri feat Rancore. La performance di grandissimo effetto visivo ha restituito un rocker duro dal cuore poetico di burro

Manuel Agnelli a Sanremo ci è stato una volta soltanto. Era il 2009 e si presentava come frontman dei suoi Afterhours con il pezzo Il paese è reale. Da allora sul palco dell’Ariston non ci aveva messo più piede e, a dire il vero, in più occasioni aveva preso le distanze in maniera piuttosto polemica dal Festival, definendolo poco più che un carrozzone.

Manuel Agnelli deve aver cambiato idea, oppure deve essere stato semplicemente stregato dal contesto semantico e sonoro di Argento vivo, una perla di rara bellezza cantata da Silvestri sulla prigionia iconica del mondo virtuale e dei social.

La presenza di Manuel Agnelli ha contribuito a rendere un pezzo, già forte di suo, ancora più incisivo ed impattante. L’impostazione che Daniele Silvestri ha voluto dare al duetto è stata chiara sin dall’inizio. Era quella di riprodurre le atmosfere di Grande brano estratto dall’album Folfiri o Folfox degli Afterhours, in cui Manuel urla senza troppi se e troppi ma.

Un urlo non spropositato, ma graffiante, calibrato, liberatorio. Una nuova pelle che sul pezzo di Silvestri ci sta a pennello. L’intesa ieri sera è stata perfetta, così come la sezione rap introdotta dal rapper Rancore. Nel complesso una delle migliori esibizioni della quarta serata dedicata ai duetti.

Manuel non solo ha accompagnato Silvestri a Sanremo nell’impresa dei duetti, ma ha lasciato un segno nostalgico di sé e delle sue esecuzioni da far girare la testa. Ci si auspica che questo effetto “tempi che furono” possa insinuare nel rocker il seme del ritorno. Perché un Manuel Agnelli come concorrente a Sanremo non ci starebbe niente male.