Mario Draghi Transizione Ecologica
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Mentre si attende il risultato delle consultazioni, arriva il no della Meloni e il ni di Salvini. Berlusconi oggi a colloquio con Draghi

Giorni di fermento questi per il nostro paese. Oggi Berlusconi ritorna in scena dopo mesi di oscurantismo e andrà in persona da Mario Draghi per la consultazione. Berlusconi e Forza Italia sono certi: Mario Draghi è la persona giusta per guidare il Paese. Convinti anche Italia Viva, il PD, e un po’ meno il Movimento 5 Stelle in preda ad una crisi esistenziale del partito. E dall’altra parte invece? Cosa sta bollendo nelle pentole di Salvini e Meloni?

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La Meloni, reduce da un incidente che l’ha costretta all’utilizzo delle stampelle, non ha intenzione di supportare il Governo tecnico di Draghi dopo aver azzoppatoil Conte Bis. Fratelli D’Italia proponeva un’astensione al voto, ancora. Ancora una volta il Paese dovrebbe essere immobilizzato per aspettare chi sa cosa. Ma ecco che di nuovo si realizza il cambio di rotta. Draghi non avrà la fiducia della Meloni. Il suo è un voto deciso: un no. Ma non erano i 5 Stelle il partito del no?

E Salvini invece? Il leader del centrodestra non perde tempo ad allontanarsi dai suoi alleati, lo fece nel 2018 perché dovrebbe avere delle remore nel farlo ora? Berlusconi va da una parte, la Meloni da un’altra e il loro leader politico continua a sperimentare la politica del non so, se fanno come diciamo noi. Draghi non ha canali social, Salvini è pervaso dalle logiche social anche nella vita vera. Sì, perché il suo ragionamento segue le logiche dei click, dei mi piace, delle frasi fatte. Annuncia di voler imporre a Draghi la guerra ai barconi e alle patrimoniali di Beppe Grillo altrimenti dovrà fare a meno di lui. Insomma, neanche quando il numero uno invidiato da tutto il mondo arriva al Colle, i sovranisti non riescono a vedere un’opportunità per il proprio Paese.

L’Italia al primo posto

Da quando Draghi è arrivato da Mattarella, il fermento è accresciuto tantissimo e non solo in Italia. Draghi potrà veramente attuare la politica del prima l’Italia, ma non come l’intendeva Salvini. Prima l’Italia perché, se prima i nostri leader andando in Europa risultavano i meno credibili e intimoriti da figure come la Merkerl, Macron, Von den Leyen, ora saranno gli altri a guardare l’Italia, e a cercare di capire cosa pensa Draghi.

L’Italia ha una serie di opportunità che non può farsi scappare. A Dicembre l’Italia avrà la presidenza del G20, e di conseguenza a Maggio condurrà il vertice sulla salute e a ottobre quello finale. Un’opportunità che neanche i sovranisti come Salvini e Meloni dovrebbero farsi scappare. In fondo non era questo il loro sogno: prima l’Italia?

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