Monica Vitti, l’indimenticabile



Monica Vitti

Compie oggi 84 anni la celebre attrice italiana Monica Vitti, considerata tra i più illustri esponenti della “Commedia all’italiana”

Scoprire di far ridere è stato come scoprire di essere la figlia del re. (Monica Vitti)

Nel “Pantheon” delle divinità del cinema italiano, Monica Vitti (nome d’arte di Maria Luisa Ceciarelli) c’è entrata da un pezzo. L’attrice romana sin dai lontani anni Sessanta, infatti, ha ottenuto un grande successo di critica e pubblico. Nata il 3 novembre 1931, ha da subito dimostrato una spiccata propensione verso l’arte della recitazione, sino a diplomarsi all’Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico” a soli 22 anni; ed è proprio su consiglio di un suo insegnante all’Accademia, l’attore Sergio Tofano, che Marisa adotterà lo pseudonimo di Monica Vitti.

Monica Vitti
L’avventura

La sua carriera cinematografica inizierà grazie al sodalizio, professionale e romantico, con il grande regista Michelangelo Antonioni; Monica Vitti è la protagonista assoluta dei quattro film facenti parte della cosiddetta tetralogia dell’incomunicabilità, iniziata con il complesso lungometraggio L’avventura (1960), vincitore del Premio della giuria al 13° Festival di Cannes. Ma sarà il Globo d’Oro alla migliore attrice rivelazione assegnatole nel 1961 a segnare il punto d’inizio del suo successo.

Attrice estremamente poliedrica, Monica Vitti si è immedesimata in ruoli decisamente differenti, riuscendo ad eccellere in ognuno di essi: dai ruoli essenzialmente drammatici dei film di Antonioni, la Vitti passa alla Commedia all’italiana nel 1968, intepretando Assunta Patanè, la giovane siciliana protagonista de La ragazza con la pistola, film diretto dalla colonna portante del genere, il regista Mario Monicelli.

Brillante, ironica, naturale, bella: la scommessa di Monicelli, che per primo aveva intuito le capacità comiche dell’artista, è vinta sotto ogni punto di vista. Dopo la vittoria del Nastro d’argento e del Globo d’oro per questo ruolo, Monica Vitti sarà eletta presidente della giuria di Cannes ’68; incarico dal quale si dimetterà, a dimostrazione del supporto alle contestazioni politiche francesi  di quell’anno.

Monica Vitti
Monica Vitti e Alberto Sordi

Ma il definitivo accesso fra i miti del cinema italiano sarà determinato negli anni Settanta: è in gran parte merito degli indimenticabili ruoli da lei interpretati nel corso di quel decennio, tra cui si citano quelli di Ninì Tirabusciò nell’omonimo film di Marcello Fondato e di Dea Dani nel film con e di Alberto Sordi, che l’attrice è universalmente riconosciuta tra i massimi esponenti della commedia all’italiana.
Monica Vitti riuscirà anche ad ottenere fama internazionale, recitando in film come Il fantasma della libertà di Luis Buñuel (1974).

Il declino inizia, però, verso la fine degli anni Ottanta: le voci di una malattia simile all’Alzheimer si fanno sempre più insistenti. L’ultima interpretazione cinematografica dell’attrice è nel 1990, nel film Scandalo segreto, da ella diretto e sceneggiato. In seguito, solo una manciata di apparizioni televisive, sino all’abbandono definitivo delle scene: dopo la sua ultima apparizione tra gli invitati alla prima del musical Notre-Dame de Paris di Riccardo Cocciante, Monica Vitti si ritira definitivamente a vita privata.

Scrittrice, regista, attrice teatrale e cinematografica; Monica Vitti è uno di quei talenti “più unici che rari”. La sua inconfondibile voce nasale e il suo sguardo così vivo e profondo sono destinati a restare impressi nell’animo di ogni appassionato del cinema italiano.
Ed è proprio in tali vesti che questo tributo è stato scritto, che più di un articolo è una dichiarazione d’amore.

Auguri, Monica!

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