5 Gennaio 2018 - 11:04

Olio di jojoba: proprietà, cosmesi e controindicazioni

olio di jojoba

Presente in tantissimi prodotti cosmetici e di bellezza, l’olio di jojoba porta con sé molti benefici per la cura della pelle

L’olio di jojoba è una sostanza che si estrae dai semi della simmondsia chinensis. Questo arbusto si trova nelle zone desertiche dei Stati Uniti occidentali e del Messico settentrionale, ma viene ad oggi coltivato in America del Sud e in Israele. Le foglie sono di colore verde-blu, a causa dello spesso rivestimento che ne limita la traspirazione, come avviene in tutte le piante grasse desertiche. La parte della pianta di interesse farmaceutico e cosmetico è costituita dai semi, dai quali si ricava l’olio.

L’olio di jojoba è liquido a temperatura ambiente e solidifica al di sotto dei 10°C. Se non raffinato, si presenta con un colore giallo paglierino e un odore oleoso, mentre dopo raffinatura è limpido e inodore.

Proprietà e principi attivi

L’olio di jojoba, a differenza degli altri oli di origine vegetale, ha una composizione che ben si associa alla fisiologia della pelle. Per questo può essere utilizzato in forma assoluta o aggiunto a creme ed altri prodotti. È un olio che difficilmente si ossida, questo grazie alla presenza di tocoferoli o Vitamina E, antiossidanti naturali, vitamine del gruppo B, zinco, rame e iodio. È ricco di acidi grassi non ramificati.

Questa sostanza veniva utilizzata già dalle civiltà precolombiane per lenire arrossamenti e irritazioni della pelle. Infatti, i principi attivi descritti, hanno un’azione idratante e protettiva per la pelle. Può essere applicato sulla pelle tutti i giorni con un lieve massaggio: il risultato sarà anche la tardata insorgenza di rughe, esplicando anche un’azione anti-age. Applicato invece sui capelli, aiuta a prevenire la formazione di forfora e dona morbidezza e luminosità. Infine, può essere aggiunto a creme o shampoo per aumentarne i benefici.

Controindicazioni

L’olio di jojoba non è assolutamente digeribile. Se ingerito, si comporta come massa inerte e studi scientifici su animali hanno confermato danni a carico dell’intestino tenue.