17 Maggio 2016 - 15:36

Omofobia: in Senato una legge che la combatte, ma inattiva

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Giornata Mondiale contro l’omofobia: in Senato esiste una legge per combattere discriminazioni, ma è inattiva da due anni.

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17 maggio 2016, Giornata Mondiale contro omofobia e transfobia. Sull’onda del trionfo per la legalizzazione delle Unioni Civili, avvenuta lo scorso 11 maggio, che regolamenta le unioni di fatto sia etero che omosessuali, non mancano perplessità e proteste da parte di chi è a conoscenza del fatto che si potrebbe fare molto di più, ma non ci si mobilita.

L’Arcigay riporta dati sconcertanti  riguardo i frequenti episodi di discriminazione di matrice omofoba, che sono in crescita costante: nell’ultimo anno, infatti, solo quelli rimbalzati con l’eco mediatico sono stati ben 104. 

Sulla questione si pronuncia anche Nichi Vendola, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, parlando del fatto che in Senato esiste da due anni una legge che dovrebbe condannare simili accadimenti, ma chissà per quale motivo ristagna nelle scartoffie ancora da visionare.

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Omofobia: in Senato una legge che la combatte, ma inattiva

Molti membri della comunità LGBTIQ lamentano il fatto che il DDL sia stato approvato ma che in realtà sia monco, in quanto è stato bocciato l’emendamento sulla stepchild adoption. Ciò risulta a chi desidera una famiglia come una sorta di contentino, usato per tappare loro la bocca col bavaglio di Vaticano e partiti di Destra. 

Purtroppo, per rimanere in tematica religiosa, questo è ciò che passa il convento. Forse sì, è davvero un contentino, e non è per niente piacevole, ma quantomeno è una prima presa di coscienza per un paese ed una Chiesa che condanna gli omosessuali, invece che gli omofobi, escludendoli da una comunità cristiana che dovrebbe predicare amore per il prossimo, in nome di uno stesso dio che li ha creati, esattamente come chiunque.

Questa lentezza denota, ancora una volta, l’accidia tutta italiana che rimanda a tempi da destinarsi prese di posizione, svolte. Perchè l’azione in sè presume una scossa alle fondamenta; l’Italia è spaventata dall’apertura al cambiamento e per questo preferisce vivere nell’oscurantismo, piuttosto che trasformarsi. 

Tutti si sentono in diritto di pretenderli, i loro diritti, ma nessuno è disposto a concederli. Per questo ci sono ancora omofobia ed ignoranza: un pensiero dominante che rifiuta ciò che sente lontano dalla sua rigidità. Senza sapere che così chiunque perde l’occasione di sentirsi uguale agli altri, nella propria diversità. [ads2]