Outfit sobri o colpi di scena? A Sanremo la moda è tutta da scoprire
Con l’avvicinarsi della prima serata del Festival di Sanremo 2026, l’attesa non riguarda solo le melodie che risuoneranno all’Ariston, ma anche l’impatto visivo che ogni artista saprà lasciare sul pubblico.
Con l’avvicinarsi della prima serata del Festival di Sanremo 2026, l’attesa non riguarda solo le melodie che risuoneranno all’Ariston, ma anche l’impatto visivo che ogni artista saprà lasciare sul pubblico.
La moda sanremese è da sempre un terreno di confronto tra generazioni e stili diversi, dove il rigore del passato sfida l’audacia del presente. Quest’anno, la curiosità è particolarmente alta per le scelte di Laura Pausini e Carlo Conti: se per il conduttore ci si aspetta una conferma del suo stile impeccabile e istituzionale, per la cantante romagnola si vocifera di una svolta verso un look da “dark lady” contemporanea.
Questo fermento attorno all’estetica dei protagonisti si riflette chiaramente anche nelle scommesse per Sanremo sul sito di Sisal, dove gli utenti si divertono a ipotizzare non solo i colori dominanti della serata inaugurale, ma anche i dettagli più audaci, come la possibilità che alcuni co-conduttori osino accessori fuori dagli schemi o cambi d’abito ispirati all’alta moda internazionale.
Il “Glamour consapevole” al centro
Gli ultimi anni della kermesse ci hanno ormai abituato a scelte sempre più incentrate verso la sostenibilità e il “glamour consapevole”. Molti artisti hanno infatti scelto di collaborare con maison che puntano sul riciclo creativo o su tessuti ecosostenibili, portando sul palco di Sanremo un messaggio che va oltre la semplice estetica.
Nomi come Levante o i componenti delle Bambole di Pezza, che potrebbero utilizzare i loro outfit per sottolineare l’identità rock e l’indipendenza stilistica che li contraddistingue. Dall’altra parte, ci sono i grandi classici: voci storiche come Patty Pravo o Francesco Renga che, con ogni probabilità, punteranno su una sartorialità capace di esaltare la solennità del palco ligure.
L’effetto sorpresa: tra provocazione e ricerca
Se c’è una cosa che la storia del Festival ci ha insegnato, è che l’outfit può cambiare le sorti di un’esibizione. Un colpo di scena ben orchestrato, come un accessorio eccentrico o un taglio d’abito rivoluzionario, può trasformare un brano in un fenomeno virale in pochi secondi.
Artisti come Elettra Lamborghini o il rapper Sayf sono tra i più osservati a Sanremo: la loro capacità di mescolare lo street style con il lusso estremo promette di creare momenti di discussione accesa sui social media. Anche i giovani delle “Nuove Proposte”, come Angelica Bove, sembrano pronti a sfidare le convenzioni, portando una freschezza visiva che spesso anticipa le tendenze della stagione successiva.
Non bisogna dimenticare il ruolo fondamentale degli stylist, i veri registi dietro le quinte che coordinano il dialogo tra abito, trucco e acconciatura. In un’edizione che vede la partecipazione di icone italiane e nuove promesse, la coerenza visiva diventa un elemento essenziale per costruire un’identità artistica solida.
Ogni serata sarà un capitolo a sé stante: si passerà dal minimalismo rigoroso del bianco e nero alla stravaganza cromatica delle serate centrali, fino all’esplosione di luce della finale. In fondo, che si tratti di un sobrio smoking o di un abito scultura, a Sanremo la moda resta il linguaggio più immediato per raccontare chi siamo e dove sta andando la nostra cultura.
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