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Il corpo decapitato di Khaled al Asaad è stato rinvenuto sepolto ad est di Palmira. Fu giustiziato dall’Isis per non aver rivelato la posizione di alcuni importanti reperti archeologici

Le spoglie del “martire di Palmira” sono state rinvenute ad est della città, sepolte nella sabbia. Si tratta di Khaled al Asaad, il custode dell’antica città romana che nel 2015 è stato rapito, torturato ed infine ucciso dagli uomini del Califfato. Asaad, archeologo siriano, all’epoca 80enne, aveva nascosto in un luogo sicuro centinaia di statue dall’inestimabile valore archeologico, prima che sopraggiungessero gli uomini dell’Isis a devastare e depredare i reperti. Fu per questo rapito e torturato nell’intento di fargli confessare dove queste statue fossero. Non riuscendoci, è stato decapitato al centro dell’anfiteatro della sua Palmira, patrimonio Unesco dell’Umanità, davanti ad una folla di spettatori.

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L’agenzia governativa siriana Sana ha annunciato che le ricerche del corpo si sono concluse. Insieme alle spoglie di Asaad, anche quelle di altri due corpi, rinvenuti nella località di Kahlul, ad est di Palmira. Al momento i tre cadaveri sono in attesa dei risultati del DNA per il riconoscimento ufficiale. L’archeologo siriano si era dedicato allo studio di Palmira si dagli anni ’60. Il suo lavoro è stato più volte riconosciuto, anche post mortem. In Italia, nel 2015, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha dedicato l’area di interesse culturale degli Arsenali della Repubblica a Pisa, appena restaurati. Inoltre, sempre in Italia, Asaad era stato inserito come “giusto” nel Giardino dei Giusti di Milano.

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