Petrolio, il No dei lucani alle trivellazioni



protesta

Oltre diecimila persone a Potenza contro le multinazionali del petrolio

Un vero e proprio fiume in piena per dire No al petrolio in Basilicata. Erano oltre diecimila le persone che questa mattina hanno deciso di far sentire la propria voce per le strade di Potenza. Così l’urlo della Lucania che si ribella alle multinazionali del greggio scuote i palazzi del potere. Il movimento Mo Basta dice no al decreto Sblocca Italia ed in particolare all’articolo 38, finito nel mirino dei manifestanti perché, tra l’altro, spoglierebbe i territori di ogni voce in capitolo riguardo alle trivellazioni petrolifere.

Una rabbia covata da anni, quella dei lucani contro l’oro nero specie in aree come la Val d’Agri che da decenni convivono, tra mille difficoltà, con le trivelle del petrolio. Ma a finire nel mirino dei manifestanti sono stati anche i politici locali, in particolare i rappresentanti regionali, impegnati a breve sulla discussione riguardo all’articolo 38. Tardivi e poco efficaci sono stati giudicati gli emendamenti del governatore Pittella mentre molti dubbi sono stati espressi anche sulla proposta del presidente del Consiglio regionale lucano Piero Lacorazza e recepito dalla Conferenza delle Regioni.

Il fiato sul collo si sente mai come ora; i politici sono chiamati ad una scelta che nonpetrolio prevede mezze misure: o accettare il decreto di Renzi che prevede il raddoppio delle estrazioni del petrolio, con i danni ambientali del caso, o impugnare l’articolo 38. Un pressione sui palazzi del potere che ha avuto l’effetto di rimandare la decisione del Consiglio Regionale, spostata a questo pomeriggio.

Ad aggiungersi alla manifestazione, la più grande della storia della Basilicata dopo quella di Scanzano Ionico contro la realizzazione del sito di scorie radioattive, anche cittadini delle regioni limitrofe. Non più solo associazioni ambientaliste, ma anche e soprattutto persone comuni scese in campo per la propria salute. Oggi, giovedì 4 dicembre, la Basilicata ha alzato la testa, la politica non può che prenderne atto.

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