Pena di morte, Pfizer blocca i medicinali per le esecuzioni

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Svolta storica per il colosso farmaceutico americano Pfizer che si schiera apertamente contro la pena di morte negli Stati Uniti. Non si tratta del primo caso, ma può rappresentare un modello da seguire

Pfizer blocca l’uso dei suoi medicinali per le iniezioni letali usate nelle esecuzioni della pena di morte. La notizia, che sembra avere dell’incredibile, è stata diffusa questa mattina in esclusiva dal New York Times ed ha come principale effetto la sospensione delle esecuzioni capitali per mesi, se non più a lungo, da parte degli stati americani che abitualmente la utilizzano come metodo di condanna per i reati.  L’obiettivo primario della società americana è bloccare l’utilizzo dei propri prodotti per le iniezioni letali tramite l’imposizione di controlli più stringenti riguardo la distribuzione degli stessi. “ Decisione storica. Con l’annuncio di Pfizer, gli Stati che prevedono la pena di morte dovranno lavorare sottobanco se vogliono ottenere medicinali per le iniezioni letali”, ha affermato Maya Foa, esponente dell’associazione per la difesa dei diritti umani Reprieve.

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pfizerLa svolta del colosso americano rappresenta senza dubbio una pietra miliare dal punto di vista etico e politico mondiale, ma non si tratta dell’unico caso storico dato che già diverse case farmaceutiche negli anni scorsi avevano abbozzato progetti simili basati principalmente su rigide restrizioni relative alla vendita dei medicinali agli istituti penitenziari, in modo da non vedere il proprio nome associato alla pena di morte. Le autorità, per contro, nel condurre la pena capitale hanno quindi dovuto sondare altre vie ricorrendo a sperimentazioni illegali legate anche all’utilizzo di controversi cocktail di farmaci che hanno causato sofferenze fisiche a diversi condannati e portato in tribunale più di uno Stato. La concomitanza di questi fenomeni ha portato già nel 2015  ad un drastico crollo del numero delle esecuzioni e delle condanne, scese negli Stati Uniti a livelli non visti da quaranta anni, sia per effetto della mancanza di medicinali che della maggiore trasparenza richiesta dai legali delle vittime di alcune condanne capitali. Il tema della pena di morte è da anni oggetto di controversie a livello mondiale. Ultimamente è stato anche al centro di uno scontro verbale fra i due candidati alla Casa Bianca, Hillary Clinton e Bernie Sanders. L’ex first lady a stelle e strisce ritiene che andrebbe limitata e non abolita, mentre Sanders è per una sua totale abolizione. Dello stesso avviso del candidato Sanders è anche Papa Francesco che, durante il suo ultimo viaggio Stati Uniti, si è esposto in prima persona lanciando un appello di abolizione direttamente al Congresso.

Foto fonte: Huffington post, Il fatto quotidiano.

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Ivan Galluzzi
Ivan Galluzzihttps://www.facebook.com/ivangalluzzi
Nato a Salerno,classe 1992. Laureato in Farmacia ed allo stesso tempo "studioso" ed appassionato di musica,attività che occupa gran parte del suo tempo libero. Tra le sue altre passioni figurano quella per la scrittura ed il calcio e collabora attivamente con la radio dell'Università di Salerno in qualità di speaker.

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Updated on 28 November 2020 - 17:28 17:28