Sempre più possibile l’impeachment per Donald Trump



dazi

La condanna del collaboratore di Donald Trump, Paul Manafort, ha reso possibile l’impeachment ai danni del presidente USA

Due stretti collaboratori di Donald Trump sono stati condannati, aprendo la possibilità di un impeachment ai danni del presidente. Paul Manafort, ex capo del comitato elettorale del tycoon, e Michael Cohen, ex avvocato di Trump, sono stati condannati per vari reati finanziari: Manafort in particolare per frode fiscale e bancaria, mentre Cohen per evasione fiscale, false dichiarazioni bancarie e uso illecito di fondi elettorali.

Ma il punto preoccupate per Trump è che Manafort avrebbe ammesso di aver messo in opera le frodi “su ordine di e in collaborazione con” il Presidente: proprio questo rende Trump passibile di messa in stato d’accusa da parte del Parlamento. Lui, però, considera la cosa uno scenario apocalittico (“penso che i mercati crollerebbero. Penso che tutti diventerebbero più poveri“), rivelando in tal modo di considerarsi imprescindibile non solo per le sorti degli Stati Uniti ma anche del mondo intero (“Non so come si possa richiedere l’impeachment per qualcuno che ha fatto un ottimo lavoro: senza il mio cervello all’opera vedreste dei numeri a cui non potreste credere“). Ha inoltre dichiarato: “I comportamenti di Cohen non sono reati, io ho saputo dei pagamenti solo più tardi, i soldi sono venuti da me e non dai fondi elettorali“, aggiungendo poi che Manfort è un “uomo coraggioso, tutti i consulenti fanno le cose che gli sono state imputate”, al punto da pensare alla grazia.

Per il momento, però, dalla Casa Bianca si erge un fuoco serrato a difesa del Presidente: “Il presidente non ha fatto nulla di male e contro di lui non sono state presentate accuse“, avrebbe infatto dichiarato Sarah Sanders, la portavoce di Donald Trump, che ha poi bollato l’ipotesi di impeachment come un “maldestro tentativo dell’opposizione democratica per screditare Trump“.

 

Leggi anche