Primo Maggio, sindacati in Piazza. Ecco i dati dell’Istat sull’occupazione

primo maggio

Sindacati in piazza per il Primo Maggio. Manifestazioni in molte città tra cui Genova e Torino dove ci sono state alcune tensioni. L’Istat pubblica i dati sull’occupazione

Sono scesi in piazza stamane i sindacati per le consuete manifestazioni del Primo Maggio.  L’evento principale quest’anno ha visto Genova come protagonista, anche se alcune tensioni si sono registrate a Torino. Cgil, Cisl e Uil in coro hanno chiesto al governo più attenzione e maggiore sensibilità alle tematiche del mondo del lavoro.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato le vittime sul lavoro depositando una corona di fiori nella sede centrale dell’Inail. “Sul lavoro è fondata la nostra Repubblica“, ha ricordato il capo dello Stato, e creare lavoro è “impegno costituzionale vivo e attuale” affinché “la cittadinanza sia piena e non mutilata“.

Due i concertoni per la festività. Roma e Taranto si sfidano a suon di musica.  Il classico concertone di San Giovanni a Roma inizierà alle 18.30 e vedrà la partecipazione di Camusso. Sul palco si alterneranno, tra gli altri, Capossela, Nina Zilli e i Modena City Ramblers. A Taranto si  risponde con Niccolò Fabi e Daniele Silvestri, ma vedrà anche interventi sul caso Regeni e la partecipazione sul palco delle madri di Federico Aldrovandi e Vittorio Arrigoni.

primo maggioNel frattempo l’Istat ha pubblicato i suoi rapporti sull’occupazione e sui consumi. Dopo il calo di febbraio 2016 (-0,4%, pari a -87 mila), a marzo la stima degli occupati sale dello 0,4% (+90 mila persone occupate), tornando ai livelli di gennaio. L’aumento riguarda sia i dipendenti (+42 mila i permanenti e +34 mila quelli a termine) sia gli indipendenti (+14 mila). La crescita degli occupati coinvolge uomini e donne e si distribuisce tra tutte le classi d’età ad eccezione dei 25-34enni. Il tasso di occupazione, pari al 56,7%, aumenta di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente.

I movimenti mensili dell’occupazione determinano, nei primi tre mesi del 2016, una sostanziale stabilità del livello degli occupati (+0,1%, pari a +17 mila) rispetto ai tre mesi precedenti. L’unica componente che mostra una crescita congiunturale significativa è quella dei dipendenti permanenti, che aumentano dello 0,5% sul quarto trimestre del 2015 (+72 mila).

La stima dei disoccupati a marzo registra una diminuzione (-2,1%, pari a -63 mila), il calo riguarda uomini e donne. Il tasso di disoccupazione è pari all’11,4%, in calo di 0,3 punti percentuali su febbraio.

A marzo la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni cala dello 0,3% (-36 mila). La diminuzione è determinata quasi esclusivamente dalle donne e riguarda le persone di 25 anni o più. Il tasso di inattività scende al 35,9% (-0,1 punti percentuali).

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo gennaio-marzo 2016 si registra un calo dei disoccupati (-0,5%, pari a -15 mila) e degli inattivi (-0,3%, pari a -43 mila).

Su base annua si conferma la tendenza all’aumento del numero di occupati (+1,2%, pari a +263 mila), che coinvolge soprattutto gli over 50. Sono in calo sia i disoccupati (-8,6%, pari a -274 mila) sia gli inattivi (-0,9%, pari a -125 mila).

Consumi

Nel mese di aprile 2016, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione nulla su base mensile e una diminuzione su base annua pari a -0,4% (era -0,2% a marzo).

La maggiore flessione tendenziale dell’indice generale è principalmente da attribuire all’accentuarsi del calo dei prezzi degli Energetici regolamentati (-4,7%, da -2,7% del mese precedente), alla quale contribuiscono sia il Gas naturale (-6,7%, da -5,7% a marzo) sia l’Energia elettrica, che segna un’inversione di tendenza (-1,9%, da +1,5% del mese precedente).

Pertanto, al netto dei soli beni energetici l’inflazione, pur indebolendosi, rimane in territorio positivo (+0,3%, era +0,4% il mese precedente), così come al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, scende a +0,5% (da +0,6% di marzo).

L’inflazione acquisita per il 2016, come a marzo, è pari a -0,4%.

Rispetto ad aprile 2015, i prezzi dei beni registrano una flessione stabile a -1,0%, mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi rallenta (+0,4%, da +0,7% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a marzo 2016, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si riduce di tre decimi di punto percentuale.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% rispetto a marzo e diminuiscono dello 0,2% su base annua (da -0,3% del mese precedente).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,2% in termini congiunturali e diminuiscono dello 0,9% in termini tendenziali (era -1,1% il mese precedente).

Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,3% su base mensile mentre diminuisce dello 0,3% su base annua (era -0,2% a marzo).