“Quo vado?”, Checco Zalone e il mito del posto fisso

Nelle sale dal 1º gennaio, la quarta commedia del comico pugliese prende di mira il sogno degli italiani. “Quo Vado?” ha già incassato 7 milioni di euro

Superarsi ogni volta. È questa l’ardua impresa che tenta di scalare Luca Medici, in arte Checco Zalone, che con il suo quarto lungometraggio, dal titolo (storpiato, nello stile zaloniano, dal latino) “Quo vado?”, si appresta a sbancare nuovamente il botteghino. Dopo la trilogia meteorologica composta da “Cado dalle nubi” (2009), “Che bella giornata” (2011) e “Sole a catinelle” (2013), la nuova commedia, nelle sale dal 1º gennaio, prodotta dalla Taodue di Pietro Valsecchi e distribuita da Medusa in 1.300 copie, rappresenta la prova della maturità artistica per l’attore pugliese, che si conferma come il comico più divertente del Bel Paese grazie a una vena sarcastica e realistica, capace di specchiarsi ironicamente nelle manie e nelle ossessioni dell’italiano medio.

"Quo vado?", Checco Zalone e il mito del posto fisso
Checco Zalone in una scena del film

Come quella del tanto ambito posto fisso, un mito intramontabile per gli italiani, al centro della trama del nuovo film: il protagonista è il suo alter ego cinematografico Checco Zalone, un impiegato dell’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia; ha una fidanzata stolta (Azzurra Martino), che gli prepara il borsone per andare a giocare a calcetto, e vive con i suoi genitori conducendo una vita spensierata e appagante. Ma quando arriva la riforma della Pubblica amministrazione, scatta la mobilità che fa traballare il suo posto fisso; così, la spietata dott.ssa Sironi (interpretata da una convincente Sonia Bergamasco), vista la resistenza dell’uomo a mollare il lavoro con il conseguente rifiuto di assegni sempre più congrui, lo costringe a girovagare dalla Val di Susa fino a Lampedusa, trasferendolo persino al Polo Nord. Tra i ghiacciai e l’aurora boreale delle Isole Svalbard, in Norvegia, Checco si lascia rapire dalla bellezza sofisticata di Valeria (Eleonora Giovanardi), una studiosa di animali in via di estinzione come l’orso polare, e dovrà quindi decidere tra l’amore e il sogno di una sicurezza economica garantita da un lavoro a tempo indeterminato.

quo vado
Checco Zalone in “Quo vado?”

Il film inizia con il sequestro di Checco da parte della tribù africana dei Dogon (in realtà le scene ambientate in Africa sono state girate in provincia di Latina, mentre l’unica di Lampedusa a Bari), ai quali racconta le vicissitudini che l’hanno portato fin lì e spiega loro anche cosa sono il posto fisso e la tredicesima. Ma è nel territorio scandinavo che Zalone dà il meglio di sé, dove prova ad ambientarsi prendendo lezioni di norvegese e facendosi crescere il pizzetto biondo, tanto da non essere riconosciuto all’aeroporto dal padre Peppino (uno spassoso Maurizio Micheli). Uno Zalone perfettamente integrato, salvo poi ricredersi per colpa di un umore nero derivato dai sei mesi di buio che spezzano la luce del giorno nel Circolo polare artico.

“Quo vado?” affronta temi di grande attualità, come la crisi del lavoro, i profughi, il movimento No TAV, ma tuttavia non è un film politico; l’odissea di un lavoratore che cerca di salvaguardare i suoi privilegi diviene il pretesto per raccontare l’incapacità tutta made in Italy di cambiare, basandosi sul concetto di educazione e buonsenso.

Eleonora Giovanardi e Checco Zalone

Con una narrazione fluida, una sceneggiatura più complessa ed elaborata e gag irresistibili, la commedia più attesa della stagione risulta cattiva e graffiante, con una comicità più profonda che mantiene accesa però la speranza in un finale sorprendente che può risultare buonista, discostandosi da quello cinico e fatalista delle commedie degli Anni 60. La maschera di Checco Zalone fotografa l’Italia bigotta e retrograda, quella dei favoritismi, del nepotismo e per nulla meritocratica. Elementi che trovano riscontro nella canzone apocrifa che chiude i titoli di coda, dal titolo “La prima Repubblica”, e che fa il verso ad Adriano Celentano. Anche in quest’occasione, il comico di Capurso ha composto le musiche e i testi, tra cui spicca la ballata “Italian Boy”.

“Quo vado?”, girato da giugno a ottobre 2015 tra Bergen, Conversano, Roma e la Calabria, segna la quarta collaborazione tra Luca Medici e l’amico-regista Gennaro Nunziante e per la prima volta porta il personaggio di Checco all’estero, lontano dalla Puglia. Il cast può contare anche sulla partecipazione straordinaria di Lino Banfi, simbolo della comicità pugliese, che ha già dato la disponibilità per collaborare nuovamente in futuro con il fenomeno-Zalone, ispirandosi a un’altra coppia, Sordi-Verdone, e al loro road movieIn viaggio con papà” (1982).

Lino Banfi e Checco Zalone

Il film, che non ha neanche un trailer per volontà dell’attore e del regista (sono stati lanciati tre spot per promuovere la pellicola), è incentrato sul viaggio, e percorre 85 minuti (con molti tagli al montaggio) in puro stile on the road. La satira pungente (adatta a tutti) di Zalone, dunque, non perde la brillantezza delle pellicole precedenti, che l’hanno reso il campione indiscusso degli incassi. Nonostante la furberia dei produttori di inserirlo nel periodo natalizio, nulla ha da spartire con i cinepanettoni esotici, preferendo il freddo del Polo Nord al sole dei Caraibi.

“Sole a catinelle” incassò circa 52 milioni di euro (maggiore incasso del cinema italiano), “Quo Vado?” ha già registrato quasi 7 milioni di euro in un solo giorno, battendo un altro record: maggior incasso nelle prime 24 ore. Zalone riuscirà a superare se stesso?

GIUDIZIO: ***½