Rocco De Stefano si racconta a caso



rocco de stefano e tung

Con più di 7mila mi piace su Facebook, Rocco De Stefano conquista il web con le sue canzoni originali e i suoi video divertenti

In cinque parole si può dire che lui è: divertente, timido, spontaneo, ma soprattutto, campano. Rocco De Stefano mi ha subito insegnato questo piccolo gioco, non vi è nessun refuso nella mia frase iniziale, una quinta parola c’è, e la si scoprirà successivamente. Rocco è un ragazzo di 29 anni, bello, occhi chiari, barba incolta e mani in tasca. All’appuntamento si presenta puntuale ed ordina un caffè decaffeinato, ok, non sono i gusti di un tipico campano ma Rocco è tutto così, un sinonimo ed un contrario, è un susseguirsi di timida spontaneità e di brillante originalità; mi spiega che troppi caffè lo rendendo nervoso, ma forse, lui, un po’ già lo è, e mi mostra come pagano il caffè i “tipi” come lui (nel video sopra in evidenza).
Rocco De Stefano è l’autore di Canzoni a caso, un pagina canterina su Facebook nata il 29 maggio 2014, oggi, conta più di 7500 mi piace.

  • Premettendo che nulla capita o nasce per caso, raccontaci com’è nata l’idea di creare “Canzoni a caso”.

Un giorno ero in agenzia a Milano, ed un mio collega mi fa vedere un video di un ragazzo francese su Vine, questo ragazzo faceva degli sketch molto divertenti ed aveva milioni di followers, allora mi son detto, perché non provarci? Così è nato tutto. Purtroppo Vine in Italia non è molto utilizzato e ho pensato di creare un format unico su Facebook. Il titolo “Canzoni a caso” nasce perché inizialmente usavo come unico strumento l’ukulele e mi divertivo a cantare per le strade di Milano.

  • Qual è stato il video che ha riscosso più successo?

Un video che inizialmente non volevo neppure postare. Quello dei bicchieri in cui canto “Angels” di Robbie Williams. Con questo piccolo video ho acquistato molta fiducia, l’hanno visto e commentato in molti, tutto questo inizialmente mi ha stranito, soprattutto perché non volevo pubblicarlo, temevo andasse fuori tema, quindi decisi di metterlo sulla mia bacheca personale e di conseguenza, dopo i tanti apprezzamenti decisi di non limitare “canzoni a caso” all’ukulele, ma di cercare di far ridere sempre di più la gente.

  • Tra i video più divertenti di “Canzoni a caso” c’è quello con Tung, com’è nata la vostra collaborazione?

rocco de stefano e tungAvevo da un bel po’ un video in mente, abito nel quartiere Chinatown di Milano e volevo fare un video mentre cantavo: “uno su mille ce la fa, ma se siete due miliardi è un po’ difficile”, cercavo quindi un cinese per farlo. Un giorno durante il tragitto tra casa-lavoro, ho notato questo ragazzo che vendeva i giornali per strada, era il più simpatico di tutti e mi son detto “mo’ ci provo”. Mi sono avvicinato e gli ho chiesto se voleva fare un video con me, nonostante Tung non parli bene l’italiano, subito mi ha detto di sì. Successivamente ho cercato di fargli cantare qualche canzone famosa, tipo “Vattene amore” di Amedeo Minghi e da lì è nato l’esilarante “tututatatag”

  • Per ora nei tuoi video hai scelto come “vittima” un cinese, hai in mente qualche altra collaborazione multiculturale?

Tung non è una vittima, lui è un mio socio. L’altro giorno mentre cantavo in metropolitana, un ragazzo musulmano mi guardava divertito, subito gli ho chiesto se aveva piacere a fare qualche video con me. Penso che molti musulmani siano delle nostre vittime, vengono dipinti come carnefici, ma così non è. Quindi mi son detto, perché non far vedere alle persone che loro sono come noi, e come noi vogliono solo stare tranquilli, naturalmente in ogni angolo del mondo ci sono persone cattive e buone. Ovviamente la mia pagina non ha tutta questa risonanza, ma io ci provo lo stesso. Ci tengo ad avere molti “Mi Piace” su Facebook perché in questo modo capisco che qualcosa di positivo è arrivato alla gente. Come quando l’artista va sul palco per l’applauso, per me, i “Mi Piace” sono degli applausi.

  • Dopo la Laurea in Lettere hai vinto un borsa di studio all’Accademia della Comunicazione a Milano, successivamente hai fatto uno stage e subito dopo hai iniziato a lavorare come copywriter in un’agenzia importante del capoluogo lombardo, ma, dopo qualche anno hai mollato tutto per fare l’animatore in un villaggio, come mai questa scelta drastica?

Innanzitutto mi sono divertito tantissimo al villaggio, facevo quello che volevo realmente fare, stavo tutti i giorni sul palco, cantavo, parlavo, recitavo, ero felicissimo. Ho conosciuto migliaia di persone, e questo mi ha ispirato tantissimo, è stata un’esperienza breve, ma intensa. Mi avevano anche proposto di andare in Messico, ma come lavoro è molto stressante e per ora ho rifiutato. Il lavoro di copywriter non mi piaceva più, era un lavoro che non mi stimolava e le belle idee tardavano a venire, in questo lavoro se non sei creativo, sei fregato. Forse un giorno ritornerò in ufficio, per adesso ho altri progetti.

  • Quali sono questi nuovi progetti?

Divertirmi e far divertire. Mi sono iscritto a un corso di canto con Loretta Martinez, un week-end al mese a Milano. Io non ho mai studiato canto, ho cominciato adesso perché mi interessa, oltre alla musica, entrare nel giro, conoscere persone importanti del settore e poi perché no, magari in futuro insegnare come mio padre. Qualche volta sogno di diventare un cantautore, soprattutto perché adoro scrivere canzoni, ma sono un ragazzo con i piedi per terra, e oggi non si può contare solo sui sogni.

Sono un po’ ibrido, un buffone di corte, accontentarmi di una cosa mi riesce male. Da poco ho scritto una canzone per il mio cane che si chiama Rino (omaggio a Rino Gaetano), uscirà insieme a un bellissimo video in estate. In questo sketch parlo dell’importanza di adottare i cani. Non voglio svelare niente, voglio solo dire che è molto emozionante.

  • Nei tuoi video traspare un ragazzo molto allegro e spigliato, oggi invece, mi ritrovo di fronte una persona riflessiva e timida. Cos’è che ti spinge a creare sempre nuove canzoni e video?

rocco de stefano in metropolitanaLe mie idee, se riesco a far arrivare le mie parole alla gente per me sarebbe una figata. La musica mi ispira tanto. L’amore per la musica c’è fin da piccolo, ma è un rapporto travagliato, fatto di amore e odio, a volte è frustrante. Da solo non puoi divertirti, io sono una persona molto malinconica, riesco a essere gioioso e gioviale solo quando ho la gente intorno, chi mi conosce bene sa che sono timido e pigro, ma magari fa parte del gioco. Vorrei fare sempre cose nuove.

  • Rocco quest’anno raggiungi le trenta candeline, non ti sei mai pentito di aver abbandonato il lavoro? Vuoi lasciare qualche consiglio a chi sta pensando di ricominciare tutto da zero?

Ricominciare da zero non è facile, io sono una persona molto pigra e devo sempre trovare qualcuno o qualcosa che mi spinge. Potevo ottenere un contratto fisso, ho rifiutato perché la mia storia d’amore con il mondo della pubblicità è finita. I soldi non sono tutto, io non sono ricco, e mal che vada con la musica qualche spicciolo riesci sempre a farlo. Io consiglio di viverla tutta la vita, è una sola, e non c’è una replica. In base alla mia esperienza uno deve fare quello che pensa sia più giusto per lui. Si può sempre ammettere di aver sbagliato, e ci vuole coraggio a mollare tutto, ma ancor di più, il coraggio ci vuole dopo. Ti chiedi se sei veramente felice, e allora ci provi in tutti i modi, ad esserlo. Io a oggi non so che fare, vorrei fare l’addestratore di cani, o magari fare volontariato. È come quando sei fidanzato e non sei più innamorato, ti lasci perché ti vuoi mettere con Belen, sembra impossibile, ma non si sa mai.

Ho la fortuna di avere una famiglia che mi supporta, i miei genitori mi hanno sempre aiutato spiritualmente. Non c’è un momento giusto per cambiare, quando ti viene spontaneo è quello il momento giusto. Un giorno magari andrò in Africa. Magari farò dei video con i bambini per una raccolta fondi.

  • Caro Rocco mentre lascio scegliere ai nostri lettori la quinta parola per descriverti, tu su Facebbok dici che ti piacciono tre cose: cantare e far ridere la gente, la terza parola qual è?

È la gente, la gente è bellissima è tutta lì la ricchezza, è sottinteso.

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