28 Ottobre 2017 - 14:50

Roma, Fontana di Trevi colorata di rosso. Rivendicato l’atto vandalico

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Roma, le acque della Fontana di Trevi sono state colorate di rosso. L’artista Graziano Cecchini rivendica l’atto vandalico

Ancora una volta la Fontana di Trevi, a Roma, è stata colorata di rosso. L’atto vandalico è stato commesso da Graziano Cecchini, che già dieci anni fa tinse per la prima volta le acque della Fontana. Cecchini è stato bloccato dalle forze dell’ordine mentre stava gettando della vernice rossa nella Fontana ed è stato condotto presso il comando di via della Greca.

“Roma è sempre stata lo specchio del Paese e oggi Roma è spenta, addormentata in mezzo alla sua sporcizia e la sua corruzione. Ci si abitua a tutto ed è quello che vogliono: farci assuefare poco a poco al peggio, per non farci più ascoltare il rumore delle proteste di chi non ha voce. Un anno fa assistevamo alle promesse dei politici alle zone terremotate. Oggi nessuno risponde alle popolazioni in difficoltà. Non possiamo rimanere in silenzio. Io non potevo rimanere in silenzio. A 10 anni di distanza ripeto la mia performance per tentare di scuotere gli animi, accetto il rischio di alzare la voce io per tutti coloro che pensano che “non serve più”, “non serve a nulla”. Fontana di Trevi torna a tingersi di rosso, in piena e assoluta sicurezza del monumento, per gridare che Roma non è morta, che è viva e che è pronta a tornare ad essere la Capitale dell’Arte, della Vita, della Rinascita”. Questo il post pubblicato su Facebook da Cecchini per rivendicare il gesto.

Il comandante dei vigili urbani, intervenuto sul posto, ha dichiarato che verrà denunciato all’autorità giudiziaria sia per procurato allarme che per imbrattamento, reati che prevedono una pena da sei mesi a tre anni. “Azioni del genere denotano ignoranza e totale assenza di senso civico”, ha commentato il Vicesindaco di Roma Luca Bergamo.

Sul posto anche numerosi turisti che, incuriositi, hanno approfittato per scattare foto. Successivamente sono intervenuti i restauratori, accompagnati dal sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce. Il sovrintendente ha spiegato che è ancora presto per fare una stima del danno. Dovranno essere svolte delle analisi per capire il tipo di pigmento usato per imbrattare l’acqua. Il danno maggiore, comunque, resta quello fatto all’immagine della città.