Russiagate: Trump Jr rende pubbliche le mail compromettenti



Trump Jr.

Trump Jr pubblica su Twitter lo scambio di mail con Rob Goldstone, intermediario dell’incontro con l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya

Continua lo scandalo del Russiagate, coinvolgendo anche il figlio di Trump. Dopo i sospetti di un incontro tra il giovane e un’avvocatessa vicina al Cremlino, Trump jr ha ceduto, pubblicando sul suo profilo Twitter l’intera cronologia di mail incriminate. 

Dalle mail, scambiate dall’8 giugno 2016,  si evince come Rob Goldstone abbia presentato a Trump jr la possibilità di aver accesso a documenti ufficiali utili ad incriminare Hillary Clinton, avvantaggiando la campagna elettorale del padre. A questa proposta, la risposta è stata: “I love it!”.

Goldstone fu infatti l’intermediario dell’incontro tra il figlio di Trump e l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya, avvenuto a New York il giorno dopo lo scambio delle mail. Un incontro di cui Trump Junior aveva parlato sul suo account Facebook, senza alcun riferimento ai partecipanti: c’erano però Jared Kushner, genero e consigliere supremo del futuro presidente, e Paul Manafort, capo della campagna elettorale di Trump poi caduto in disgrazia. Erano presenti insomma tutti i collaboratori stretti del futuro Presidente.

Alla luce delle mail, si comprende bene come e quando Donald Trump Jr abbia mentito, più volte e in più circostanze. Inizialmente, dopo le prime accuse, sostenne fermamente che quell’incontro non era mai avvenuto; poi, cambiando versione dei fatti, dichiarò che in quell’incontro si era parlato d’altro. Infine, aveva affermato come egli fosse all’oscuro delle intenzioni dei russi contro Hillary Clinton.

Stamattina Trump jr ha scritto su Twitter: “I media e i democratici si impegnano moltissimo nella storia russa. Se dopo un anno, tutto quello che hanno è questo incontro senza senso, capisco la loro disperazione!“. Ma è evidente come quell’incontro sia importante nella storia ancora poco chiara della connection tra lo staff di Trump e il governo russo. Ed è forse questa consapevolezza che ha portato Donald Jr a pubblicare quelle mail e ad ingaggiare un avvocato, Alan Futerfas. 

Tuttavia, le dichiarazioni recenti del giovane sembrano ancora piuttosto discutibili: in un’intervista ha affermato di non aver detto nulla al padre dell’incontro con l’avvocata russa, sminuendo e definendo “ridicole” le accuse nei suoi confronti. Affermazioni prontamente sostenute dai legali del Presidente.

Compare poi, nel retroscena, l‘ombra di Julian Assange dietro il Russiagate: proviene proprio da Assange l’invito fatto a Donald Jr di pubblicare le mail, magari in forma anonima grazie alla piattaforma Wikileaks. Il figlio di Trump ha accettato il suggerimento, pubblicando però il tutto in un tweet dal suo profilo personale: in questo modo, afferma Assange “si è reso più facile l’utilizzo dei messaggi come prove legali”.

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