Matteo Salvini
screen da video Instagram

Salvini lancia bordate quotidiane contro l’Esecutivo. È spaventato dai sondaggi e teme il sorpasso di Giorgia Meloni, ma adesso ha necessità di incoronare Draghi come Capo dello Stato

Ci risiamo. Matteo Salvini lancia nuovamente strali contro il Governo con cadenza pressoché quotidiana. Ma sono diversi i tempi del Conte I, durante il quale aveva il vento dei sondaggi in poppa. Dalla crisi del Papeete ad oggi la Lega ha lasciato sul campo gran parte del consenso che aveva accumulato. Ed è nel tentativo disperato di riguadagnare terreno che Salvini tira la corda per anticipare le riaperture, parla nuovamente di migranti e addirittura cerca di dettare la linea a Draghi sulle riforme, innescando un aspro dibattito con il PD di Enrico Letta. In ultimo, come mossa acchiappalike, Salvini è tornato a postare foto di sé stesso accovacciato in mezzo agli ortaggi e ha persino postato un video surreale in cui lancia baci a mucche che pascolano sul bagnasciuga di Lesina, nel foggiano.

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Ma non sta funzionando. Anzi, sembra che i suoi sostenitori siano sempre più stufi dell’uomo della provvidenza in salsa padana e che vedano in Giorgia Meloni un’alternativa sempre più valida, stando ai sondaggi. Ed è per questo che Salvini sarebbe tentato di mollare il Governo come fece con il Conte I. Solo che stavolta non può: l’ala governista capitanata da Giorgetti e Zaia non vuole saperne di altre avventure del Capitano. Ci sono in ballo i miliardi del Recovery e le riforme. E Forza Italia non seguirebbe mai la Lega, visto che il PD ha già annunciato che il Governo andrebbe comunque avanti con la formula della “Maggioranza Ursula”. Ma questa prospettiva non piacerebbe a Draghi: senza la Lega il M5S diverrebbe numericamente potentissimo e potrebbe tenere il Governo in pugno.

Salvini con le spalle al muro

In questo empasse, Salvini avrebbe una sola via d’uscita: far eleggere Draghi Presidente della Repubblica nel 2022 e andare al voto anticipato, in modo da non vedersi superato da Giorgia Meloni. Quest’ultima però non ha alcuna intenzione di andare al voto anticipato e aspetterebbe volentieri la scadenza naturale della legislatura al 2023. In questo modo più massimizzare la crescita di consensi che sta vivendo e spolpare la Lega di Salvini, succedendogli come nuovo leader del centrodestra.

Le continue manfrine che Salvini fa per punzecchiare il Governo sono una tattica debole e palese. Tenta di riguadagnare terreno facendo leva sulla pancia del suo elettorato. Ma la Lega rimarrà saldamente al Governo: ci sono oltre 200 miliardi da spendere, più di 600 nuove nomine da fare e ovviamente anche le riforme. Sarebbe difficile per le Regioni a trazione centrodestra dialogare con Roma per questi appuntamenti così importanti dai banchi dell’opposizione. C’è poi il nodo delle elezioni amministrative da sciogliere. L’alleanza di centrodestra scricchiola rumorosamente già adesso, figuriamoci cosa potrebbe accadere se Salvini mollasse il Governo per dedicarsi alle comunali.

Draghi al Colle?

Il mandato di Mattarella scade nel 2022 e Draghi pare il favorito per succedergli. Passata la tornata delle amministrative, l’attenzione politica si sposterà tutta sull’elezione del nuovo Capo dello Stato. Se Draghi dovesse passare al Quirinale si verificherebbe proprio la condizione che serve a Salvini per andare ad elezioni anticipate nel 2022. Ma attenzione, perché per allora potrebbe essere già troppo tardi e la Meloni potrebbe averlo già superato di misura nei sondaggi, visti i trend attuali. Non a caso la Meloni ha già dichiarato di essere pronta a guidare il Paese.

Nel complesso si tratta di una vicenda tanto triste quanto squallida, in cui appare evidente, ancora una volta, che l’interesse di Salvini diverge parecchio da quello del Paese e dei cittadini. Ha paura di perdere il suo trono di leader del centrodestra. Peraltro un centrodestra sempre più spaccato nonostante i tentativi di nasconderlo. Fra l’altro Draghi al momento sembra intenzionato a portare a compimento le riforme necessarie per il Recovery Plan. Non è affatto detto che riesca a completarle per il 2022, o che ambisca a diventare Capo dello Stato.

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