Il Santo del Giorno: San Biagio di Sebastea protettore della gola



San Biagio

Al Santo di origini armene, San Biagio di Sebastea, sono legati diversi riti come la benedizione della gola. Mentre a Milano, ogni 3 Febbraio, si mangia il panettone. Perchè? Scopriamolo insieme

San Biagio di Sebastea è stato un vescovo e martire della Chiesa Cattolica, venerato anche nel rito della Chiesa Ortodossa.

Egli era un medico di origini armene, vissuto a Sebastea, in Asia Minore tra il III ed il IV secolo.

Da vescovo della sua città (nel periodo della contesa tra i due imperatori cognati Costantino e Licinio, tra le luci ed ombre dell‘Editto di Milano) fu perseguitato dai Romani a causa della sua fede. Durante il processo, egli però si rifiutò di rinnegare il suo credo e per questo fu straziato e decapitato.

Oltre a queste informazioni, pochissimo altro sappiamo sulla vita del Santo: una fonte imprescindibile però è sicuramente l’agiografia di Camillo Tutini pubblicata a Napoli nel 1637.

Culto e tradizione

A San Biagio sono attribuiti diversi miracoli tra cui quello di aver salvato un bambino che stava per morire soffocato dopo aver ingerito una lisca di pesce. Per questo motivo, il Santo di Sebastea è considerato universalmente il protettore della gola. Per invocare la sua intercessione, in molte parti di Italia, il giorno 3 Febbraio, si procede al rito della benedizione della gola, con le candele che di solito vengono benedette il giorno prima, quando si ricorda la Presentazione di Gesù al Tempio.

Perchè il giorno di San Biagio a Milano si mangia il panettone?

Oltre alla benedizione della gola, un’altra tradizione in voga soprattutto nel milanese, vuole che il 3 Febbraio si debba mangiare l’ultimo panettone avanzato dalle feste di Natale, come un momento cerniera tra le Feste comandate ormai lontane e quelle di Carnevale che invece stanno per arrivare.

La Leggenda

La leggenda popolare da cui nasce questa tradizione vuole che una donna si recò da un certo Frate Desiderio, nel periodo di Natale per far benedire il panettone che avrebbe preparato per la sua famiglia.

Il frate era molto occupato, ma disse alla donna di lasciargli comunque il panettone da benedire: se ne sarebbe occupato quanto prima.

Passato il periodo delle Feste, il frate si rese però conto di essersi dimenticato dell’ufficio promesso: il panettone era ormai secco e, sicuro che anche la donna se ne fosse dimenticata, il frate lo mangiò.

Ma destino volle che, proprio il 3 Febbraio, la donna si presentasse alla porta del padre per avere indietro il suo panettone benedetto: con grande sorpresa del Frate, che credeva di essere ormai spacciato, il panettone era ricresciuto, più grande di prima nella stessa carta nella quale, qualche giorno prima erano rimaste soltanto le briciole.

 

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