Scuola, assunzioni per 63.000 nuovi docenti



graduatorie di istituto

Approvate in Consiglio dei Ministri le modifiche alla riforma sulla Pubblica Amministrazione. Nuove disposizioni per la scuola, classi di concorso e assunzioni

La “buona scuola” renziana sembra prendere piede.

Lo scorso mercoledì, il Consiglio dei Ministri ha emendato il testo della riforma sulla Pubblica Amministrazione. Il pacchetto include importarti direttive inerenti la scuola italiana.

Un intervento del Governo definito rivoluzionario, basato su tre principi: adeguamento, semplificazione e innovazione.

Nuove classi saranno introdotte, mentre alcune già esistenti, riguardanti in particolare gli istituti tecnici e professionali, subiranno un accorpamento, per cui si passerà da 168 classi a 116: uno stesso docente potrà occuparsi di più discipline contemporaneamente, avendo conseguito preventivamente l’abilitazione per la specifica classe.

13 le classi di concorso per la scuola secondaria di I° e II° grado: l’A-23(lingua Italiana per discenti di lingua straniera), A-35 (Scienze e tecnologie della calzatura e della moda), A-36(Scienze e tecnologia della logistica), A-53(Storia della musica), A-55 (Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado), A-57 (Tecnica della danza classica), A-58 (Tecnica della danza contemporanea), A-59 (Tecniche di accompagnamento alla danza), A-63(Tecnologie musicali), A-64 (Teoria, analisi e composizione), A-65 (Teoria e tecnica della comunicazione).

Il ministro Giannini, rispetto alle nuove assunzioni già preventivate dal premier Renzi, ha dichiarato: “Ci saranno tre bandi entro la prima settimana di febbraio: infanzia, primaria, secondaria e sostegno. Le prove scritte saranno computerizzate ma aperte, di cui un quarto in lingua straniera: avremo quindi una classe insegnante preparata anche sul piano linguistico”. Saranno 63.000 i posti disponibili, per 200.000 candidati.

L’adeguamento riguarda l’idoneità all’insegnamento di alcune classi di laurea, più precisamente i laureati in Scienze Politiche, per le discipline economiche-giuridiche, e Ingegneria.

Scettici i sindacati, soprattutto rispetto all’accumulazione interdisciplinare a capo di un singolo docente: il rischio è il sovraccarico, e la possibile impreparazione in una particolare materia.

Entusiasta il Premier, sicuro di una svolta per la scuola italiana: “Sceglieremo i migliori. Entrare nella scuola non è un diritto, ma una responsabilità”.

In attesa della “rivoluzione”, si attende l’intervento della Corte dei Conti per l’approvazione finale.

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