Sea of Trees e la spettrale foresta di Aokigahara

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The Sea of Trees di Gus Van Sant è ambientato nella foresta di Aokigahara, una foresta di 35 km² situata alla base nord-occidentale del Monte Fuji in Giappone, conosciuta in tutto il mondo soprattutto per essere luogo di numerosi suicidi, nonostante numerosi cartelli invitino le persone a riconsiderare le proprie intenzioni

In questo luogo triste e maledetto si reca, per porre fine ai suoi giorni, l’americano Arthur Brennan, ma l’incontro con l’escursionista giapponese Takumi Nakamura tra i fitti sentieri nel “mare di alberi” è destinato a cambiare i destini di tutti e due i protagonisti.

THE SEA OF TREES
Sea of Trees e la spettrale foresta di Aokigahara

Un tema scottante come la morte e il suicidio non è certo facile da affrontare sul grande schermo, ma se c’è un regista che in passato ha dato prova di saperlo fare è proprio Gus Van Sant, che all’argomento addirittura ha dedicato una trilogia (“Gerry”, 2002, “Elephant”, Palma d’oro a Cannes 2003 e “Last Days” del 2005). The Sea of Trees sembrerebbe una pellicola emotivamente molto coinvolgente, dove il dramma esistenziale di due esseri umani fa posto alla riflessione e alla speranza, il tutto in un inedito contesto naturale, oscuro e inquietante come quello del mare di alberi che dà il titolo al film.

Il cast del film vanta grandi nomi: Matthew McConaughey, reduce dal tour de force interpretativo di “Dallas Buyers Club”, che gli è valso l’Oscar, il successo planetario di “Interstellar” e della serie tv “True Detective”. Ken Watanabe, una candidatura all’Oscar per “L’ultimo Samurai” e partecipazioni a film come “Lettere da Iwo Jima “, “Memorie di una Geisha”, “Inception” e il recente reboot di “Godzilla”. Completa il terzetto la star australiana Naomi Watts, che ha sfiorato la statuetta dorata con “Mulholland Drive” di David Lynch e “The Impossible”, ma che ha preso parte a tante altre pellicole di successo come “The Ring”, “21 grammi”, “King Kong” e del recente “Birdman”.

Molte sono le aspettative per questa pellicola e in molti pensano possa strappare la palma d’oro come miglior film. Noi ci auguriamo di no, avendo tre film italiani in gara, ma come si dice? Che vinca il migliore.