Silvio Berlusconi, ultimo compleanno rossonero per il Presidente più titolato



BERLUSCONI
Silvio Berlusconi, ultimo compleanno rossonero per il Presidente più titolato

Dopo oltre trent’anni di Milan, Silvio Berlusconi festeggia l’ultimo compleanno in rossonero. Zon ricorda le tappe più importanti con il club milanese

Silvio Berlusconi ha spento quest’oggi le ottanta candeline. L’uomo più discusso, apprezzato e odiato degli ultimi vent’anni in Italia. Di certo una figura emblematica che nel bene o nel male ha rappresentato questo Paese a partire dal 1994. La vita politica è stata costellata di successi straordinari e di cocenti fallimenti. Ma la vita dell’imprenditore milanese non è limitabile al mero ambito istituzionale.

Il Milan è stato il suo primo grande ed eccezionale trionfo che lo ha reso l’uomo più popolare del momento, un eroe sportivo. “Il Cavaliere“, così lo soprannominò l’esperto giornalista sportivo Gianni Brera, per quella sua qualità di riuscire a trasformare ogni suo obiettivo in un risultato certo. “Il Milan deve diventare il club più prestigioso al mondo attraverso le vittorie dei più importanti trofei internazionali. Voglio un Milan coraggioso, in Italia e all’estero, padrone del campo, padrone del gioco. E ricordatevi che chi ci crede, vince!” Dal 1986 ad oggi il Milan di Silvio Berlusconi ha vinto tutto.

Cinque volte sul tetimmagineto d’Europa e tre volte campione del mondo. Otto gli scudetti, sei Supercoppe nazionali e cinque quelle europee. 28 sono stati i trofei aggiunti in bacheca in trent’anni di gestione che lo hanno eletto come il Presidente più vincente nella storia del calcio mondiale. Sotto la sua guida cambiò radicalmente il calcio italiano ed europeo.

Il suo arrivo salvò il Milan da un fallimento certo e dalle turbolenti questioni del Totonero che avevo fatto scendere in serie cadetta il club meneghino. Silvio Berlusconi volle estendere il concetto di dominio del campo, fino a quel momento argomento tabù per un calcio italiano ancora non svezzato dalle certezze del calcio difensivo dei primi anni sessanta, dei catenacci e dei contropiede.

Arrigo Sacchi riuscì ad ottenere tutti i risultavi che il Presidente auspicava: il Dream Team del Milan dei tre olandesi fece sognare i tifosi, tanto da essere considerata tutt’oggi una delle quadre più belle e forti di sempre. Sotto la guida di Berlusconi sono arrivati calciatori che hanno fatto la storia del calcio mondiale: Gullit, Boban, Baggio, Rijkaard, Savicevic, Weah, Papin, Inzaghi, Pirlo, Seedorf, Nesta, Rui Costa, Kakà, Shevchenko, Ibrahimovic e forse il più amato di tutti: Marco Van Basten. Con Silvio Berlusconi anche il concetto di “cantera” iniziò ad assumere un importante valore con i ragazzi partiti dalle giovanili e diventati poi colonne del Grande Milan: da Baresi a Costacurta, da Maldini a Tassotti.

Tre i cicli d’oro dell’epopea Berlusconi: il primo è quello del guru Arrigo Sacchi. Un amante della perfezione, delle diete di ferro, degli allenamenti asfissianti. Il milan degli olandesi, per intenderci. Il ciclo di Capello, di Albertini, di Baggio, Savicevic e Weah. Il Milan dei settantamila che riempirono il Camp Nou nella finalissima contro lo Steaua. Fino al più recente ciclo di un altro predestinato dell’era Berlusconi: Carlo Ancelotti. Il Milan delle tre finali in cinque anni. Da Manchester, passando per Istanbul fino ad arrivare ad Atene. Il Milan degli Shevchenko, Inzaghi, Prilo, Nesta, Seedorf, Kakà.

Un uomo che lo ha accompagnato per tutti questi anni, divenuto simbolo degli acquisti più importanti, icona di tutti e tre i cicli, braccio destro e sinistro del Milan di Berlusconi è Adriano Galliani. L’uomo del Presidente. Non si tratta semplicemente di questione “d’amore”,  ma di profondo rispetto e stima reciproca. Il Presidente gli ha dato sin dall’inizio il portafogli del Milan e lui ha costruito un’armata inarrestabile. Il Milan di Berlusconi. Gli uomini di Berlusconi. Trent’anni di storia, di emozioni, traguardi, sconfitte, di allenatori, giocatori e dirigenti. Trent’anni di Milan che nessun tifoso potrà dimenticare. Trent’anni di calcio.

Tantissime leggende del mondo sportivo hanno celebrato il traguardo degli ottant’anni  dell’ormai ex patron rossonero. Kakà ha scritto: “Tanti auguri al presidente, al mio grande presidente, Silvio Berlusconi, per i suoi 80 anni!” Mentre il pensiero di Shevchenko, nato nello stesso giorno del Presidente ma quarant’anni dopo, è stato: “Tutto il bene che lui ha fatto per me, per la mia famiglia e per tutti noi vorrei gli tornasse indietro. Tanti auguri Presidente.” 

Anche la bandiera del Milan Paolo Maldini ha voluto esprimere il suo augurio: “Presidente, buon compleanno, tanta salute e vita lunga”, mentre molto emozionanti ed emblematiche le parole di Alessandro Costacurta: “Quando lui ci parlava di sogno, era molto bravo e ci faceva veramente sognare di arrivare al top del mondo. Ci voleva conquistare, noi eravamo giovani e ricettivi e quello è stato il suo segreto.”

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