Spazio: conclusa la missione su Mercurio

La sonda orbitante intorno a Mercurio, ha concluso con successo la missione iniziata nel 2004 schiantandosi sul pianeta come previsto, lasciando il segno del suo passaggio con un cratere

Dopo undici anni, la missione ME.S.S.EN.GE.R (Mercury Surface, Space Environment, Geochemistry and Ranging) si è conclusa con successo. Nel corso degli anni la sonda omonima, che lanciata nello spazio nel 2004 arrivò nell’orbita di Mercurio il 18 marzo 2011 ha fornito tantissimi dati e fotografie, tutte utili per studiare al meglio la storia, la morfologia e la composizione chimica di Mercurio, il pianeta più vicino al Sole.

Anche in passato sono stati condotti studi su Mercurio, quando nel 1975 fu lanciata nello spazio la sonda Mariner 10. A differenza di quest’ultima, la sonda Messenger ha offerto moltissimi miglioramenti nella scansione della superficie, riuscendo inoltre ad osservare l’intero pianeta (Mariner 10 si fermò ad uno solo dei due emisferi).

Messenger
La sonda Messenger nell’orbita di Mercurio

Per riuscire nell’impresa, e resistere alle temperature dell’orbita di Mercurio, che essendo il pianeta più vicino al Sole superano i 300 gradi, la sonda Messenger è stata dotata di una apposita protezione di ceramica altamente resistente al calore, un’invenzione che potrà tornare utile anche alle sonde di missioni future.

Messenger ha rivelato molti segreti sul pianeta, ed il più importante è stato quello della scoperta del ghiaccio nelle regioni polari, zone perennemente in ombra. Il ghiaccio copre un’area delle dimensioni della città di Washington con uno spessore di più di tre chilometri.

Cosa indica la presenza del ghiaccio su Mercurio? Qualcosa di molto importante, perché rappresenta una significativa ulteriore conferma alla tesi secondo cui l’acqua e gli elementi essenziali della vita siano arrivati in tutti i pianeti interni al Sistema Solare, non soltanto sulla Terra. L’acqua del ghiaccio presente su Mercurio sarebbe conservata su quel pianeta sin da quando comete e asteroidi che ne erano ricchi gliela “consegnarono”.

I risultati portati dalla sonda Messenger includono oltre 250.000 immagini ed altre informazioni che stanno aiutando a comprendere l’origine e l’evoluzione del pianeta. In definitiva, si può tranquillamente dire che la missione della NASA è stata un successo: terminato il carburante, come previsto la sonda, lo scorso 30 aprile, si è scagliata sul pianeta Mercurio, a più di 14.000 chilometri all’ora, lasciando un cratere.