Speranza si dimette da capogruppo del PD alla Camera dei Deputati



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In netto contrasto con Renzi, ieri si è dimesso da capogruppo del PD alla Camera dei Deputati l’onorevole Roberto Speranza, esponente della minoranza interna al partito

Niente da fare: una mediazione per modificare la legge elettorale non è possibile, non si può cambiare neanche una virgola. “Nel bene e nel male il futuro del governo è strettamente legato all’approvazione di questo testo”: Matteo Renzi è stato molto determinato nell’assemblea del PD tenutasi ieri notte, quando si è verificata un’ulteriore frattura tra l’area renziana e la minoranza interna.

Ieri il testo dell’Italicum è stato approvato con 190 voti, ovvero con tutti i voti filo-renziani (i non votanti sono stati 120): prima del voto tutti gli esponenti della minoranza interna, ovvero Bindi, Civati, Fassina, D’Attore e tanti altri hanno preferito abbandonare l’assemblea vista l’impossibilità di poter discutere su eventuali cambiamenti.

speranzaMentre molti vanno via, e addirittura il capogruppo alla Camera Roberto Speranza si dimette per protesta, Bersani opta di restare per poter fare le seguenti dichiarazioni: “Se si vuole, si può cambiare, se non volete farlo non sono convinto, se si va avanti così non ci sto”.

Area riformista, la componente di Speranza decide di non partecipare al voto dell’assemblea, ma a differenza delle altre aree minoritarie, assieme a Bersani opta di restare comunque, al fine di evitare che le dimissioni vengano interpretate come segnale di una possibile scissione.

Dal canto suo Renzi chiede a Speranza di riflettere ulteriormente sulle ragioni delle sue dimissioni e propone un’apposita assemblea la prossima settimana.

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