alessandra amoroso, new music friday

Spotify stila la lista dei nomi più ascoltati del 2020. In Italia vince Tha Supreme, “Mediterranea” di Irama è la canzone  più riprodotta. Fedez re dei podcast

Spotify Italia ha stilato la classifica degli artisti che hanno fatto la differenza nel 2020. La piattaforma di streaming rappresenta una modalità di fruizione della musica del tutto moderna e sempre più scelta dagli ascoltatori, non solo giovani.

Secondo Spotify è Mediterranea di Irama la canzone più riprodotta, “Muschio Selvaggio” di Fedez vince tra i podcast. Ma a farla da padrone è il mondo dello urban. Il rap la trap ed altre affini contaminazioni sono senza dubbio i generi prediletti dalle nuove generazioni e lo sa bene Tha Supreme. Il rapper romano è il più ascoltato del 2020.

Anche Sfera Ebbasta è tra i preferiti dagli ascoltatori su Spotify. L’artista ha raggiunto numeri da capogiro con il suo album “Famoso”. Cresce il range “musica da strada” con altri nomi tutti legati alla macro famiglia underground, tra questi spiccano: Marracash, Gue Pequeno e il rapper napoletano Geolier.

Veniamo alle canzoni. La più ascoltata è Mediterranea di Irama, il giovanissimo cantautore ha da poco segnato diversi record con l’album “Crepe” in cui è inclusa anche la versione spagnola del brano in feat. con De La Ghetto. Al secondo posto su Spotify Italia c’è Good Times di Ghali, supportata anche da app come Instagram e Tik Tok, dove il brano ha spopolato come “sottofondo” più gettonato, seguita da M’ Manc di Shablo (con Geolier e Sfera Ebbasta).

Nella top five delle più ascoltate su Spotify rientrano altre regine estive come A un passo dalla luna di Ana Mena e Rocco Hunt e Blun7 a swishland di Tha Supreme. Il rapper senza volto di Roma vince anche nella sezione album con lo stream di 23 6451″, seguito da “Personadi Marracash e da “Dna” di Ghali. Completano la classifica al quarto e quinto posto “Mr. Fini” di Gue Pequeno e “Emanuele” (Marchio registrato) di Geolier.

Una nuova generazione di ascolto che lascia spazio ai nostalgici

I risultati della piattaforma di streaming sono il frutto di una nuova generazione di ascolto. Sempre più spesso i generi più classici sono sacrificati al cospetto della potenza delle parole montate su beat orecchiabili. Non è più tempo di Dalla e Battisti, l’Italia dello stream sceglie il rap, la trap e la musica da strada. Ma niente paura, almeno in negozio c’è spazio per i nostalgici. Tra le vendite “solide” infatti dominano ancora il pop, la leggera e il cantautorato italiano e per fortuna. Alla fine è sempre la musica a vincere e lo spettro diversificato del 2020 rende la sfida discografica ancora più avvincente e per niente scontata.