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Entra ufficialmente in vigore nella Striscia di Gaza il cessate il fuoco condiviso sia da Israele che da Hamas: il bilancio delle vittime

Finisce l’escalation di di tensioni nella Striscia di Gaza, alle due di notte di ieri sera Israele infatti ha accettato il cessate il fuoco. La notizia era stata anticipata dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth. Per tutta la giornata, si erano moltiplicate le voci su un possibile cessate il fuoco nel conflitto che coinvolge Israele e la Striscia di Gaza.

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Non si tratta di un cessate il fuoco unilaterale, infatti dopo l’annuncio di Netanyahu è intervenuta Hamas, la principale organizzazione paramilitare palestinese ha confermato che si tratta di uno stop alle armi “simultaneo e reciproco. La dichiarazione del cessate il fuoco da parte di Israele è stata vista come “una vittoria per il popolo palestinese”. Questo è quanto ha riferito un funzionario del gruppo militante palestinese di Hamas. Ali Barakeh, membro dell’ufficio per le relazioni arabe e islamiche di Hamas, ha dichiarato all’Associated Press che i militanti rimarranno comunque in allerta fino a quando non sentiranno i mediatori che lavorano da giorni tra Hamas e Israele.

Gli scorsi 10 giorni sono stati i più duri, tensioni così alte non si vedevano dal 2014. Sulla base delle stime fornite dal ministero della Sanità della regione palestinese, nella Striscia di Gaza le vittime dei raid dell’aviazione e dei bombardamenti di Tel Aviv sono state almeno 232. Dodici le persone uccise invece nel territorio di Israele. Secondo Haaretz, le missioni dei caccia di Tel Aviv invece sono state centinaia.

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