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Sul più Bello: il teen dramedy all’italiana che conquista il pubblico con semplicità ed ironia

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Sul più Bello: il teen dramedy all’italiana che conquista il pubblico con semplicità ed ironia

Sul più Bello è una fiaba contemporanea che si sviluppa in una realtà quasi surreale e dai toni caldi. Ed è la storia di Marta, fatta di cure, amicizia e amore

Marta, 19 anni e una malattia terminale genetica che ha da quando è piccola, è la protagonista di Sul Più Bello. Opera prima di Alice Filippi alla regia è tratto dal libro omonimo della 18enne Eleonora Gaggero. In un’intervista la Gaggero ha affermato che per scrivere questo romanzo si è ispirata alle romantiche storie di Io Prima di te, Colpa delle Stelle e A un metro da te (non a caso Marta soffre di fibrosi cistica che ironicamente viene chiamata anche Mucoviscidosi). Da questa premessa ci si aspetterebbe un finale straziante, ma in realtà tutto il film è avvolto da una bolla surreale di ironia e leggerezza, che fin dai primi minuti del film cattura lo spettatore. Insomma, un film e un romanzo che si muovono in un genere ben codificato, che ruota intorno all’amore e alla malattia, ma che viene sapientemente svuotato e che ribalta completamente le premesse iniziali.

La trama

La giovane protagonista, interpretata da Ludovica Francesconi, conosce bene le sue condizioni fisiche e sa bene di non essere bellissima, ma non per questo si arrende al suo destino. Ciò che più vorrebbe dalla vita è più tempo, così da poter vivere tutte le esperienze che ogni ragazza sulla soglia dei vent’anni sogna. E’ iscritta all’università, ma per lo più lavora in un supermercato dove è addetta al lancio delle offerte giornaliere. Dietro il microfono della Coop, Marta adora contestualizzare le offerte con voce sensuale e uno spiccato sex-appeal. Ecco quindi, che pur senza vederla sono molti i clienti le lasciano bigliettini sotto la porta chiedendole un appuntamento.

Marta non ha intenzione di accontentarsi, non è la classica Cenerentola che aspetta il suo principe azzurro restando inerme. Ed è stesso lei a dircelo in una scena del film: “C’è molta più dignità a farsi rifiutare da uno strafigo”. Insomma, una ragazza piena di vitalità, travolgente, dallo spiccato senso dell’umorismo, sfrontata che sceglie sempre lei la mossa da fare, conducendo il gioco.

In questo suo meraviglioso viaggio surreale che a tratti ricorda “Il meraviglioso mondo di Amelie”, Marta è accompagnata da due migliori amici: Federica (Gaja Masciale) e Jacopo (Josef Gjura). Marta ha perso i suoi genitori in un incidente quando aveva tre anni e le hanno lasciato un appartamento, nel quale si trasferisce proprio insieme ai suoi amici, entrambi gay, che la accudiscono come se fossero i suoi genitori. Ecco quindi, che proprio questo ruolo di genitori sostitutivi per Marta, svilupperà in loro il desiderio di diventare davvero genitori, nonostante siano solo due ragazzini. Ci riusciranno?

Inoltre, Marta, Federica e Jacopo vivono quasi in simbiosi: dove c’è Marta sono loro e questo porta più volte lo spettatore a chiedersi che cosa fanno davvero nella loro vita. Di loro, infatti, sappiamo solo che lui è un appassionato di moda, mentre lei un genio della matematica. Ma qualcosa cambia nelle loro vite quando Marta incontra Arturo Selva, affascinante ragazzo della Torino bene, sportivo e tenebroso, per il quale svilupperà una vera e propria ossessione pur di conquistarlo.

Piccola nota stonata…

Ecco in questa parte del film, vediamo la giovane protagonista seguire Arturo ovunque, nonché collezionare oggetti personali del ragazzo in buste trasparenti come se fossero dei trofei. In un certo qual modo Marta si comporta da stalker psicopatica, ma il tutto viene romanticizzato. Un insegnamento quindi più che sbagliato: non si può dipingere di rosa una pratica che ad oggi continua a mettere in difficoltà e in pericolo molte persone. Nonostante il film sia avvolto in questa aura surreale, forse andava evitato di mostrare tale pratica.

Film che coinvolge con semplicità ed ironia

Per il resto il film attrae lo spettatore con semplicità, nonostante la prevedibilità di alcune scene e battute. Il tutto grazie ad una colonna sonora che da mesi è sul mercato con il brano omonimo del giovane cantante Alfa, grazie alla spontaneità di Ludovica Francesconi e grazie all’occhio sempre attento di Alice Filippi.

Sul più Bello, infatti, è stato sapientemente girato: ogni scena sembra essere catturata in maniera perfetta. Ad aiutare nell’ottima riuscita del film ci sono i toni caldi dei colori che vengono poi coperti da questa patina dorata, come se i personaggi vivessero all’interno di una bolla. Una tecnica, quindi, che accentua il surreale della trama e che rende il film quasi vintage. Un caratteristica questa che si nota anche nelle ambientazioni tra giradischi, palazzi signorili, tablet e cellulari all’ultima moda. Alcune tra le inquadrature più belle si trovano nella scena in cui Marta registra le offerte al microfono del supermercato e nella scena di confronto con Beatrice (Eleonora Gaggero), la classica bella ragazza, ex fidanzata di Arturo, dallo sguardo e le movenze più che sensuali. Insomma ,Beatrice è l’antitesi di Marta e, proprio perché agli opposti, vengono mostrate una di fronte all’altra e appoggiate ad una colonna.

Sul più Bello è perciò un film che parte da un genere classico (che in America sanno fare bene) e lo ribalta insieme ad una serie di stereotipi, come quello secondo cui è sempre il bel ragazzo a conquistare la ragazza meno popolare. In questo caso infatti, è proprio la ragazza a fare il primo passo e a conquistare il bello di turno e attenzione, non lo fa con sensualità e bellezza mozzafiato, ma con l’intelligenza, l’ironia e la forza d’animo: una bellezza tutta interiore, tutta da scoprire.

Trailer