Summertime: su Netflix l’ultima estate pre-Covid



summertime federico moccia

E se Summertime contribuisse a mettere sotto i riflettori una filiera,quella del turismo, che pagherà il prezzo più alto della crisi Covid?

Iniziata con un equivoco, l’amicizia tra Sofi e Dario è una delle poche cose degne di nota della prima stagione di Summertime.

I due personaggi interpretati dall’esordiente (e sorprendente) Amanda Campana e da Andrea Lattanzi (Sulla mia pelle) danno vita alla coinvolgente storia di un’amicizia tra uomo e donna che aiuta entrambi a superare le paure dettate dall’età adolescenziale e della prima giovinezza.

Ma purtroppo essi sono solo i migliori amici dei due protagonisti, Ale (Ludovico Tersigni) e Sam (Coco Rebecca Edogamhe) la cui storia d’amore, in tutte le sue fasi, tiene banco nel corso di otto puntate sullo sfondo, splendido e che non sfigurerebbe certo in una pellicola di Woody Allen, della riviera romagnola in estate, quella stagione che nel 2020 rischiamo di vedere solo attraverso lo schermo della serie teen-Netflix.

Nel delineare storia e caratteri dei due protagonisti, anche Summertime indugia sui clichè di un certo tipo di commedia romantica in salsa teen (d’altronde il punto di partenza di base è un caposaldo letterario del genere come “Tre metri sopra il cielo” di Federico Moccia): primo tra tutti l’iniziale inconciliabilità dei contesti sociali e delle aspettative future dei due protagonisti.

Per un Ale che è un motociclista di belle speranze (non certo proveniente da una famiglia che sembra avere problemi ad arrivare a fine mese), “uno scavezzacollo consapevole” come lo ha definito a Telepiù il suo interprete, la controparte è una ragazza equilibrata, assennata che d’estate, dopo la scuola, al divertimento sfrenato e fuggevole che affascina i ragazzi della sua età, preferisce la realistica progettualità del lavoro stagionale in un albergo brulicante di turisti.

A ben guardare, però, una caratteristica in comune i nostri due protagonisti ce l’hanno: entrambi vivono, infatti, un rapporto conflittuale con la figura paterna; l’uno schiacciato dalle troppe aspettative che questi nutre nei suoi riguardi, l’altra che deve fare i conti con una presenza fin troppo incostante.

Il padre di Sam, interpretato da Alberto Boubakar Malanchino, che è stato piacevole ritrovare in attesa che torni su Raiuno ad indossare il camice in “Doc-Nelle tue mani”, è un musicista e sono proprio le note un altro ingrediente fondamentale (qualcuno le ha addirittura definite “il cuore pulsante” del racconto) un altro ingrediente fondamentale di “Summertime”.

La colonna sonora alterna con equilibrio grandi nomi della musica italiana (da Mina a Bruno Lauzi) alla nuova scena indie-pop, da Giorgio Poi (che ha curato le scelte musicali) ai Coma-Cose che hanno concesso un cameo nel corso di un episodio.

Ognuno degli otto episodi ha poi, come titolo, il verso di una canzone che in qualche modo si rivelerà chiave per la comprensione del racconto.

Degni di nota anche i flashback che, in apertura di alcuni episodi, scavano nel passato dei giovani protagonisti (la promessa di Ale a Dario, l’arrivo di Sofi nella nuova scuola) così come in prospettiva sociologica, ma questo è un aspetto su cui riusciamo a concentrarci solo con il senno di poi, la serie potrebbe porre sotto i riflettori le necessità e le peculiarità di una filiera,quella del turismo,  e delle figure professionali che vi sono coinvolte  che più di tutte rischia di uscire senza prospettive dalla crisi post-Covid.

Il finale della serie è aperto più che mai: riusciranno Ale e Sam a dimostrare che il loro amore non è “una cosa estiva” e a farlo sopravvivere alla distanza?

 

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