Taglio dei parlamentari: nessuno lo vuole, tutti lo votano



Sblocca-cantieri Taglio dei parlamentari
Immagine da Pixabay

Nei giorni scorsi, la discussione sul taglio dei parlamentari è stata molto accesa. Nonostante le critiche, la misura è diventata ufficialmente legge

Una riforma che vale più per la sua simbolicità che nemmeno per il risultato effettivo. Con la quarta e ultima votazione alla Camera, grazie ai 553 sì, la legge sul taglio dei parlamentari è entrata effettivamente in vigore. Tutto ciò che rappresentava lo spauracchio dei politici italiani, desiderosi di non voler perdere il proprio posto di privilegio all’interno del Parlamento, è diventato realtà. Alcuni dicono che sia stata una vera e propria vittoria della democrazia, altri invece sono ancora increduli sul provvedimento realizzato.

Tantissimi sono i critici, che non si sono minimamente risparmiati. C’è chi dice che il taglio dei parlamentari sia un vero e proprio sfregio alla Costituzione, chi lo definisce addirittura un suicidio assistito. Ma le critiche ormai stanno a zero, il provvedimento è stato votato ed è ufficialmente legge. Con la quarta e ultima votazione alla Camera i parlamentari sono stati ridotti davvero e per di più di un numero significativo (345).

Probabilmente non si tratta del provvedimento più importante finora ideato dal Governo. Altre misure hanno avuto un impatto sociale effettivo molto più potente. Basti pensare al reddito di cittadinanza, o anche alla riforma della prescrizione o al decreto dignità. Leggi che sono servite allo Stato per dare assistenzialismo e per fornire una parvenza di equità anche dal punto di vista economico. Una sorta di vero e proprio esperimento sociale per “ammazzare” la povertà e ridurre la differenza tra le classi.

Certo, il risultato non è stato dei migliori, dell’effetto positivo ancora non c’è traccia. A destare sospetti e a scatenare casi singolari, però, è un altro dettaglio che potrebbe essere passato inosservato. Dopo le varie critiche, infatti, anche Forza Italia, Fratelli D’Italia e Lega hanno votato (in parte) a favore del provvedimento.

Tutti sul carro del vincitore

Abbiamo sempre parlato di una politica perlopiù voltabandiera, pronta a cambiare opinione in un bicchier d’acqua e a cambiare le proprie opinioni sulla base dei propri interessi. Colpisce il fatto che tutto il centrodestra, compatto, abbia votato a favore del taglio dei parlamentari, soprattutto alla luce delle polemiche montate a più riprese dagli stessi in questi giorni. Perché questo cambio di rotta improvviso? Perché, dopo tutto questo “parlare contro” all’improvviso è arrivato il lasciapassare anche dalla frangia di destra del Parlamento? Le ragioni sono presto dette: l’elettorato.

Si conosce benissimo, anche dalle ultime indagini fatte dal punto di vista “sondaggistico”, come il pensiero comune della gente italiana vada a favore del taglio dei parlamentari. Questo perché ormai l’Italia intera è assuefatta all’anti-politica, nessuno riesce più a fidarsi dei movimenti che governano il Parlamento. La politica classica, quella che ha regnato fino a 2-3 anni fa ormai viene vista con ostilità dagli stessi elettori, che non mancano più volte di rimarcare gli appellativi di “ladri”, “mafiosi” e chi più ne ha, più ne metta.

Questa smania improvvisa di saltare sul carro del vincitore, e di rivendicarne quasi la paternità (come ha fatto giustappunto la Lega), è una delle vere piaghe del Paese. Il fatto di non avere un pensiero fisso, di puntare sempre a direzionarsi verso gli umori del pubblico è una delle prerogative dei partiti a matrice populista. Sembra, però, che ultimamente anche il PD ne abbia capito gli effetti benefici in termini di voti e consenso popolare.

La vera morte della politica è tutta qui, nei voltabandiera, nella voglia di arrivare a tutti i costi agli elettori pur contravvenendo ai propri sani principi. E coinvolge tutti, da destra a sinistra. Si sprofonda sempre più nel baratro, e non ce ne stiamo accorgendo.

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