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Accordo storico raggiunto per la tassazione globale. Aliquota globale minima del 15% e grande stretta sull’elusione fiscale

Quanto successo oggi a Londra tra i ministri delle Finanze del G7 può tranquillamente definirsi un accordo storico. Tutti, dal Cancelliere dello Scacchiere inglese Rishi Sunak al ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, si sono mostrati entusiasti per ciò che è venuto fuori dall’incontro odierno. L’intesa verterà “sul principio di una aliquota globale minima del 15% per la tassazione delle grandi imprese, applicata Paese per Paese”. Stando a quanto riportato su Twitter dal Tesoro britannico, tale accordo storico si tradurrà in “una stretta sull’elusione fiscale”. Il risultato di tale conquista sarà il pagamento di una “giusta quota” da parte delle multinazionali di Big Tech. “Le maggiori imprese globali, con margini di profitto di almeno il 10%, vedranno il 20% di tutti gli utili al di sopra di tale soglia riallocato e tassato nei Paesi dove effettuano vendite” riporta il Tesoro tramite i suoi canali ufficiali.

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La sferzata sarà ovviamente un duro colpo per gigantesche multinazionali come Amazon e Microsoft. Le compagnie fino ad ora sono sempre state in grado di sfuggire potenzialmente ad ogni tipo di aliquota attraverso il meccanismo della domiciliazione legale in luoghi diversi (paradisi fiscali) da quelli in cui intascano i loro profitti, esplosi ulteriormente durante la pandemia.

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