Tempi Moderni: mito intramontabile di Charlie Chaplin

Charlie Chaplin e Tempi Moderni: il capolavoro che lo ha reso unico e ineguagliabile

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Londra, 1936. Nelle sale Tempi Moderni,  capolavoro indiscusso del cinema muto. Il lungometraggio riproduce la storia di un operaio che si trova a fare i conti con l’avvento della Seconda Rivoluzione Industriale.

Charlie Chaplin, con l’ironia e la comicità che lo contraddistinguono, ha saputo affrontare, come pochi altri hanno fatto, la crisi dell’uomo moderno. L’invenzione delle macchine, degli ingranaggi, della catena di montaggio non solo hanno soppiantato il lavoro dell’uomo, ma hanno fanno crollare lo stesso in una sorta di depressione, quasi fino allatempi moderni follia.

Dietro quel susseguirsi di immagini che non hanno bisogno di parole si cela tutta la sofferenza dell’uomo moderno. Un modo di raccontare inedito, sovversivo, quasi anticonvenzionale quello dell’attore e regista inglese.

Alienazione è la parola che viene coniata, riferendosi al senso di smarrimento e frustrazione che caratterizza l’essere umano. A quasi ottanta anni dalla sua uscita, mai una pellicola cinematografica risulta tanto attuale.

Chaplin, in chiave quasi malinconica e nostalgica, non ha optato per altro finale se non quello sentimentale. Se l’immagine di Charlot che corre sulla catena di montaggio è rimasta nella storia del cinema, quella della monella e del vagabondo che si allontanano tenendosi per mano, è rimasta senza ombra di dubbio nei nostri cuori.

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